44 anni fa lo sbarco sulla Luna. Armstrong ed il suo “passo”

Rosario Lo Cicero

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44 anni fa lo sbarco sulla Luna. Armstrong ed il suo “passo”
Il 20 luglio del 1969, la missione Apollo 11 allunava. Il nostro ricordo della mattina (almeno in Italia) che cambiò per sempre la storia

44 anni fa lo sbarco sulla Luna. Armstrong ed il suo “passo”

18 Gennaio 2016 - 00:00

20 luglio 1969 ore 22,56 (5,56 in Italia), Neil Armstrong, primo uomo a posare piede sula luna. Tutti, almeno chi ha l’età per averlo vissuto dal vivo, hanno un ricordo nitido. Ho un ricordo nitido di quella mattina: mi rivedo undicenne davanti la TV, rigorosamente in bianco e nero. Accanto a me mio padre e mio nonno, tutti lì a sentire la voce di Tito Stagno per la cronaca di quella straordinaria Missione ed a guardare un traballante filmato, in un altrettanto traballante apparecchio “Telefunken” che necessitava, di tanto in tanto, un bel cazzotto “resettante” sul lato destro. Il 16 luglio avevamo assistito alla partenza de razzo vettore “Saurno 5”, volato in cielo dal Centro Spaziale “Kennedy” in Florida. Dentro il Comandante Neil Armstrong con Michael Collins e Edwin Aldrin. Ricordo ancor oggi il balzo che fece Neil, dall'ultimo gradino della scaletta, seguito poi da Aldrin e Collins. Ricordo quella bandiera degli Stati Uniti d'America, piantata sul suolo lunare.

Nei giorni seguenti, l'entusiasmo dei ragazzini era irrefrenabile, tanto che spesso si tendeva a ironizzare, se non addirittura a ridicolizzare, l'Unione Sovietica, rea di essersi fatta surclassare dall'America. Il Presidente Richard Nixon ci appariva come una sorta di superuomo, l'America una vera inarrivabile potenza.

Passarono gli anni e nel 1976, venne pubblicato e diffuso, uno “strano” libro dal titolo “Non siamo mai andati sulla luna” scritto da Bill Kaysing e Rendy Reid, i quali, secondo le loro informazioni attinte collaborando con un'azienda produttrice di propulsori per razzi, sostenevano che le missioni “Apollo” fossero tutta una farsa del Governo Americano e della Cia, così come gli allunaggi, studiati ad arte dalla Nasa, che, secondo loro, non aveva la capacità economica di affrontare queste missioni. Per questo le missioni erano state realizzate negli Studi cinematografici.  La regia del falso allunaggio, venne affidata, sempre secondo le loro tesi, nientemeno che a Stanley Kubrick, l'autore del famoso film “2001: Odissea nello Spazio”.

Da lì una serie di “Commissioni d'inchiesta” ed il gotha degli Scienziati a smentire le farneticanti tesi di Kaysing e Rendy, i quali, nel frattempo, su questo polverone, ci hanno marciato, ricavandone lauti introiti dalla vendita di libri e dalla cessione di interviste a tv e quotidiani di tutto il mondo.

La parola fine la mise, a modo suo Aldrin, il quale venne attirato in un albergo di Berverly Hills, da una tv giapponese, con la scusa di una intervista. Giunto sul posto ed iniziata l'intervista, entrò in scena certo Bart Sibrel, noto a più per aver sposato le teorie anti-allunaggio di Kaysing e Rendy. Questi chiese ad Aldrin di giurare sulla Bibbia di essere veramente stato sulla luna ed a quel punto ricevette, come risposta, un sonoro cazzotto dell'82enne astronauta, che lo mandò al tappeto. Seguì una denuncia da parte del giornalista, ma, accertata dai Giudici americani l'attenuante della provocazione, il caso venne archiviato e noi, onde evitare di incorrere nello stesso “incidente”, non possiamo che credere ad Armstrong, Aldrin e Collins: l'uomo è veramente stato sulla luna!

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