Acque inquinate a Termini Imerese, la capitaneria chiede il divieto di balneazione, il Comune non interviene

Michele Ferraro

Cronaca

Acque inquinate a Termini Imerese, la capitaneria chiede il divieto di balneazione, il Comune non interviene
Rotta in diversi punti la condotta del depuratore. Riversamenti anche vicino la battigia

Acque inquinate a Termini Imerese, la capitaneria chiede il divieto di balneazione, il Comune non interviene

18 Gennaio 2016 - 00:00

Con una nota inviata, in data 7 luglio, al sindaco Salvatore Burrafato, al commissario dell’ATO 1 di Palermo, all’Azienda Sanitaria Provinciale n° 6 di Termini Imerese e all’ARPA, il comandante della Capitaneria di Porto di Termini Imerese Dario Riccobene ha evidenziato la presenza di evidenti rotture nella condotta sottomarina di allontanamento dei reflui provenienti dall’impianto di depurazione di contrada Grisone. Le rotture sarebbero presenti già a pochi metri dalla linea di battigia, praticamente in corrispondenza della zona balnerare. A tal fine il comandante Riccobene, nel chiedere un immediato intervento di riparazione e ripristino al commissario straordinario dell’ATO 1 di Palermo, suggerisce al sindaco di intervenire, nelle more della riparazione, valutando l’opportunità di emanare, in via cautelativa, una ordinanza di divieto di balneazione, apponendo nei luoghi interessati i cartelli monitori. Ad oggi ancora nessun provvedimento è stato assunto dall’amministrazione comunale, circostanza che ha scatenato le critiche del Movimento 5 Stelle che parla di “un mix di incoscienza e superficialità” per il ritardo nella emissione del provvedimento.  

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