Callas, icona della musica indimenticabile, mistero sulla sua morte

Rosario Lo Cicero

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Callas, icona della musica indimenticabile, mistero sulla sua morte
36 anni fa moriva una delle voci più belle del mondo. La sua vita è stata turbolenta, così come i suoi amori. Il legame con Onassis la segnò profondamente

Callas, icona della musica indimenticabile, mistero sulla sua morte

18 Gennaio 2016 - 00:00

Ricorre oggi il 36° anniversario della scomparsa di Cecilia Sophia Maria Anna Kalogeropulos, nata a New York il 2 dicembre 1923 da genitori greci e deceduta a Parigi il 16 settembre 1977, conosciuta nel mondo come Maria Callas. Studiò ad Atene e lì fece le sue prime esperienze canore di quella che fu una lunga e prestigiosa carriera che si iniziò nei prima anni '40 e si protrasse sino alla fine degli anni '60.

Maria era naturalizzata italiana e conservò il passaporto sino al 1966, quando la travolgente storia d'amore con l'armatore Aristole Onassis, la costrinse a rinunciare per assumere quello greco. Timbro unico e volume, coniugati ad estensività, fecero di lei un soprano definito “d'agilità”. I suoi cavalli di battaglia furono “La Gioconda” di Ponchielli, “Tosca” e “Turadot” di Puccini, “Norma” – “Puritana” e “Sonnambula” di Bellini, “Aida” – “Trovatore” e “Traviata” di Verdi, “Lucia di Lammermoor” di Donizetti. Nel 1947, grazie al collega italiano Nicola Rossi-Lemeni, entrò in contatto con Nicola Zanellato, allora direttore artistico della stagione estiva dell'Arena di Verona, il quale la scritturò per una cifra molto bassa. La Callas non ebbe molto successo, poichè gli vennero affidati ruoli “wagneriani” che poco si addicevano a lei.

Dal 1951 al 1957, il “periodo d'oro” della Callas, la quale si esibisce nei più importanti Teatri del mondo e riveste i ruoli a lei più congeniali come “Medea” – “Armida” – “i Vestri Siciliani” . “Anna Bolena” – “Il Pirata” – “Alceste” e l'eccezionale recita ne “Il Turco in Italia” di Gioacchino Rossini, incisa nel 1954. Nel 1952 il debutto al “Royal Opera Hause” di Londra nel ruolo di Norma, poi il “Convent Garden” con “Aida”. Nel 1957, la Contessa Anna Castelbarco, organizza nella sua dimora veneziana, un ricevimento in onore della Callas e li il primo incontro con il magnate greco Aristole Onassis, il quale, l'anno successivo, per non essere da meno della nobile veneziana e perchè affascinato da Maria, organizzò anche lui, un sontuoso ricevimento per la Callas. La cena di gala si tenne al Dorchester Hotel di Londra, in occasione della prima di “Medea”. Rimasta negli annali, la famosa fotografia di Onassis che cerca di trattenere la Callas, già in pelliccia, la quale sembra essere tirata via dal marito Meneghini. Ma il messaggio d'amore è ormai lanciato e così arriva l'invito a trascorrere le vacanze estive sul famoso panfilo dell'armatore greco “Cristina”, in compagnia del Premier inglese Wiston Churchill e consorte ed altre importanti personalità di allora. Dopo due settimane di navigazione, non appena rientrato lo yacht a Montecarlo, Maria Callas decise di lasciare il marito perchè perdutamente innamorata di Aristole. In verità la separazione era nell'aria da molto tempo. Nel 1966, Maria Callas, sperando in un vero matrimonio con Onassis, lascia il passaporto americano e quello italiano e assume quello greco ma, nel frattempo, l'armatore aveva già incontrato Jacqueline Kennedy, moglie del Presidente degli Stati Uniti e si rifiutò di regolarizzare l'unione con Maria. Onassis sposerà, nel 1968, la vedova del Presidente ucciso nell'attentato di Dallas, spezzando il cuore di Maria. La cantante non si demoralizza e si butta a capofitto nel lavoro, riveste il ruolo di “Medea” nel film di Pier Paolo Pasolini, girato tra la Cappadocia e gli studi di Cinecittà. Grazie all'amicizia stretta con la bulgara Nadia Stancioff, organizzatrice del “Festival di Spoleto” partecipa a questo nella cittadina umbra. Nell'ottobre del 1973, Maria Callas inizia una tournée mondiale con Giuseppe Di Stefano che si concluse, in quella che sarà la sua ultima apparizione in pubblico, l'11 novembre 1974 a Sopporo in Giappone. In quei giorni l'amicizia con Di Stefano si fa stretta, ma il tenore italiano è preso da un serio problema famigliare: la grave malattia della ventunenne figlia Luisa. La moglie di Di Stefano, anni dopo, dichiarerà alla scrittrice Maria Girolami, autrice di “Callas nemica mia” che il ritiro dalle scene della cantate fu proprio riconducibile alla ennesima delusione amorosa avuta da Di Stefano.

Maria si ritira quindi nel suo appartamento parigino, al 36 di Avenue Georges Mandel, dove evita ogni contatto con il mondo esterno. Il 1975 segnò la morte di Aristotele Onassis, avvenuta a Neully-sur-Seine e quella tragica di Pier Paolo Pasolini, massacrato all'Idroscalo di Ostia, mentre, nel 1976, si spense, dopo lunga malattia, il grande amico Luchino Visconti. Venerdì 16 settembre 1977, alle ore 13,30, le condizioni di Maria, provata nel fisico e affetta da insonnia cronica, si aggravarono e morì per arresto cardiaco. Dopo la sua morte, una brutta storia: scomparvero i suoi preziosi gioielli, ma Ferruccio Mezzadri, suo autista storico e l'altrettanto storica cameriera Bruna Lupoli, non hanno mai voluto parlarne. L'ex marito Giovan Battista Meneghini, fu l'erede dei suoi beni, forte di un testamento depositato dopo il matrimonio. Questi, a sua volta, lasciò tutto alla propria governante Emma Brutti. La salma di Maria Callas è avvolta anch'essa da un mistero: venne depositata nel colombario del cimitero parigino di Père Lachaise ma, nel 1979, nel corso di una cerimonia, il ministro della Cultura greco, sparse in mare le ceneri, secondo il volere dell'Artista che aveva confidato alla cameriera Bruna Lupoli: “fai spegnere le mie ceneri nel mare Egeo. Abbraccerò il mio Aristotele attraverso il mare…”. Qualcuno sostenne che le ceneri sparse in mare non fossero quelle della Callas e che queste siano andate perdute o addirittura trafugate, durante la permanenza nel cimitero francese.

 

Rosario Lo Cicero

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