Castellammare, ristoranti raccolgono fondi per i profughi di Lampedusa

Annalisa Ferrante

Regione

Castellammare, ristoranti raccolgono fondi per i profughi di Lampedusa
Il Patio ed Egesta Mare devolveranno parte del ricavato per i profughi ospiti del comune trapanese. Inoltre potranno pranzare lì in maniera gratuita

Castellammare, ristoranti raccolgono fondi per i profughi di Lampedusa

18 Gennaio 2016 - 00:00

Due ristoranti castellammaresi a disposizione degli immigrati ospitati in paese.  E per due giorni a settimana il 10% del ricavato dei due locali, servirà per i profughi ospitati a Balata di Baida, frazione agricola castellammarese. Il gesto del sindaco Nicolò Coppola, che ha messo a disposizione trenta posti nel campo comune del cimitero, dove adesso riposano 29 dei giovani profughi, la maggior parte eritrei, morti nel tentativo di raggiungere le coste siciliane, ha creato un precedente di solidarietà. Salvatore Lombardo, dell’Egesta group, ha deciso di fare qualcosa di concreto offrendo parte del ricavato del suo lavoro per gli immigrati ospitati a Castellammare, ma anche dei pasti nei suoi locali. “La mia azienda, Egesta Group, mette a disposizione i nostri due ristoranti siti a Castellammare, Il Patio ed Egesta Mare, per far sì che, ogni due mercoledì del mese a partire anche dal corrente mese, presso il ristorante Egesta Mare, per chiunque venga a cenare nei nostri locali, il 10% del ricavato della serata – ha scritto Lombardo in una lettera inviata al sindaco – sarà devoluto a sostegno delle spese e di tutto il necessario per i profughi che la nostra comunità sta ospitando a Balata di Baida”. Inoltre, quando vorranno, potranno pranzare nei due locali. “Abbiamo intenzione di offrire a questi nostri fratelli sfortunati un caloroso sostegno dando loro l’opportunità di pranzare presso il nostro ristorante “Il Patio” per offrire loro la nostra più stretta vicinanza”, si legge ancora nella nota inviata al sindaco. Nel corso della cerimonia (che ha visto prima la lettura di un brano del corano, poi della bibbia), in cui sono stati tumulati i 29 giovani morti, solamente uno di loro riconosciuto con nome e cognome, mentre gli altri sono stati indicati solo con un numero, il sindaco Coppola aveva fatto presente che “quello che è stato fatto per i morti è solo un gesto di solidarietà che deve servire per i vivi, per i fratelli che stiamo ospitando qui a Castellammare. Invito tutti a fare qualcosa di concreto, servono ad esempio vestiti”.  E L’Egesta group ha subito colto l’invito: “In linea con il progetto di città solidale che partecipa e crea una cultura diversa, noi, come imprenditori, vogliamo allinearci – ha scritto Salvatore Lombardo al sindaco – . In questa sua politica le vogliamo stare accanto e sostenerla con il nostro lavoro e ci siamo resi conto che per far questo è giusto spenderci in prima persona, affinchè sia di esempio ed anche di monito per tutti gli imprenditori di buona volontà”.

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