Cerda, i soldi ci sono ma non si possono spendere, così le strade rimangono fatiscenti

Michele Ferraro

Politica

Cerda, i soldi ci sono ma non si possono spendere, così le strade rimangono fatiscenti
Ecco come muore una comunità, tra pastoie burocratiche, patti di stabilità e procedure antimafia

18 Gennaio 2016 - 00:00

La delegazione di Palermo della Cia Confederazione italiana agricoltori ha inviato una lettera al prefetto Francesca Cannizzo per chiedere un suo intervento in merito alla “paradossale” situazione venutasi a creare a Cerda, dove i soldi pubblici ci sono ma non si possono spendere. Nel piccolo comune della provincia palermitana – noto per la produzione di carciofi e dove sono tanti gli ettari di terreno adibiti ad altre coltivazioni – l’amministrazione potrebbe disporre di circa 436 mila euro da investire nella fatiscente rete stradale tra i poderi, dove non si fa manutenzione da una ventina d’anni e dove è ormai sempre più difficile far transitare i mezzi pesanti, che si tratti di trattori o di camion adibiti al trasporto del raccolto.

Il Comune ha a disposizione dei fondi, circa 350 mila euro, destinati alle strade rurali. Fondi mandati dallo Stato a seguito dello scioglimento per mafia del Consiglio Comunale nel 2006, ma che non possono essere utilizzati per non sforare il patto di stabilità. Il comune ha pronti dei progetti esecutivi e ai 350 mila ne ha aggiunti altri 86 mila con determina del 31.12.2013. L’iter per spendere questi 86 mila è fermo dal momento che non si riesce a fare partire il bando, perché  non c’è adeguato personale tecnico che può espletare le procedure di gara. Così come riportato nel verbale dell’assemblea che si è svolta nei giorni scorsi a Cerda nei locali della sezione Cia per far incontrare agricoltori e amministrazione comunale, due tecnici sono stati sollevati dall’incarico all’epoca dello scioglimento per mafia. Un altro è sotto inchiesta e anche se continua a lavorare non può svolgere il ruolo di capoarea. Resta disponibile solo un geometra già impegnato in tanti altri incarichi dai quali non può essere distolto. Non essendoci un capoarea nessuno firma il bando di gara o trattativa per acquisto di materiali. Il sindaco Giuseppe Ognibene ha raccontato tutto questo e ha detto di avere interpellato il prefetto senza però ottenere, fino a questo momento, nessun concreto risultato, e di avere chiesto al ministro Alfano di potere derogare dai vincoli del  patto di stabilità.

“E’ una situazione inammissibile” ha detto Pino Di Leonardo, vicepresidente provinciale della Cia. “Assurdo – ha aggiunto – avere delle somme disponibili con impegno specifico (rendere rotabili le strade rurali) e non poterle utilizzare, con relativo danno prima agli agricoltori, diretti interessati, e poi a tutta l’economia di Cerda”. Era presente anche il direttore provinciale Antonio Terrasi: “In questo momento – ha detto Terrasi – per risolvere il problema occorre unire le forze, senza contrapposizione tra l’amministrazione e gli agricoltori, e riunirle in un tavolo tecnico che chieda con forza sostegno alle istituzioni per il superamento delle problematiche tecniche”.

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