Colazione alla siciliana: Granita e brioche

Naomi Petta

La Ricetta della Settimana

Colazione alla siciliana: Granita e brioche
La preferita è quella al limone. Ma anche alla mandorla, al caffè, alla fragola od alla menta. Ecco come prepararla in casa

Colazione alla siciliana: Granita e brioche

18 Gennaio 2016 - 00:00

La granita è un dolce freddo al cucchiaio, tipico della Sicilia. Si tratta di un composto liquido semi-congelato preparato con acqua, zucchero ed un succo di frutta o altro ingrediente (oltre alla frutta sono più diffusi mandorla, pistacchio, caffè o cacao). Le origini della granita vengono solitamente fatte risalire alla dominazione araba in Sicilia. Gli arabi portarono con sé la ricetta dello “sherbeth”, bevanda ghiacciata aromatizzata con succhi di frutta o acqua di rose. In Sicilia, usavano la neve che d'inverno veniva raccolta sull'Etna, sui monti Peloritani, Iblei o Nebrodi e stivata durante l'anno nelle “nivieri”, apposite costruzioni in pietra erette sopra grotte naturali o artificiali. In estate veniva prelevato il ghiaccio formatosi per essere poi grattato e ricoperto di sciroppi di frutta o di fiori. Questa preparazione, che sopravvive anche nella grattachecca romana, era diffusa ancora fino al primo 900con il nome di “rattata”, (grattata). Durante il XVI secolo si apportò un notevole miglioramento alla ricetta dello sherbeth, scoprendo di poter usare la neve, mista a sale marino, come eutettico per poter congelare le preparazioni – la neve raccolta passò così da ingrediente a refrigerante. Nacque il pozzetto, un tino di legno con all'interno un secchiello di zinco, che poteva essere girato con una manovella. L'intercapedine veniva riempita con la miscela eutettica e il tutto poi posto in un letto isolante di paglia. La miscela congelava il contenuto del pozzetto per sottrazione di calore, mentre il movimento rotatorio impediva la formazione di cristalli di ghiaccio troppo grossi. La granita così preparata ha soppiantato nei secoli la “rattata”. Nel corso del XX secolo, il pozzetto manuale raffreddato da ghiaccio (o neve) e sale è stato dappertutto sostituito dalla gelatiera. Ad Acireale nel 2012 è stata realizzata la prima edizione del festival dedicato alla granita in cui si è celebrato “il rito della Granita Artigianale Siciliana”.

INGREDIENTI:

375 g  d’acqua

150 g di zucchero

il succo di due limoni

una bustina di vanillina in polvere

Se avete la gelatiera, basterà accenderla con qualche minuto di anticipo affinché  il contenitore refrigerante si raffreddi, versare gli ingredienti nel contenitore stesso e far partire la macchina, facendola lavorare per una mezz’oretta, ovvero fino a quando la granita diventa abbastanza compatta, ma non troppo dura.

Se non avete la gelatiera, ecco il procedimento:

Prendete un recipiente dai bordi abbastanza alti e mettetelo in freezer per una decina di minuti, perché si raffreddi un po’.

Tirate fuori il recipiente dal freezer, versatevi l’acqua, meglio se fredda di frigorifero.

Aggiungete gradualmente lo zucchero, mescolando perché si sciolga bene.

Aggiungete il succo di limone, continuando a mescolare.

Concludete aggiungendo la vanillina (se una bustina intera vi sembra troppa per i vostri gusti, potete ridurre leggermente la quantità).

Mettete il contenitore in freezer per un paio d’ore, avendo cura di mescolare di tanto in tanto.

Quando la granita si sarà solidificata, rimanendo comunque abbastanza cremosa, potrete gustarla.

La classica colazione estiva siciliana è costituita da granita e brioche rotonda, che si trova in tutti i bar dell’isola, ma non è altrettanto diffusa nel resto dell’Italia. A piacere, potete arricchire la granita con latte di mandorla con caffè, sciroppi alla frutta, menta e quant’altro vi suggerisca la vostra fantasia.

www.zoaleleviedelmistero.it

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