Cosa ha avvelenato Giacomo La Cova? Ancora avvolta nel mistero la morte del giovane di Gratteri 

Redazione

Cronaca

Cosa ha avvelenato Giacomo La Cova? Ancora avvolta nel mistero la morte del giovane di Gratteri 
Aveva una relazione con Maria Grazia Falliti che versa in condizioni critiche al Civico di Palermo

Cosa ha avvelenato Giacomo La Cova? Ancora avvolta nel mistero la morte del giovane di Gratteri 

18 Gennaio 2016 - 00:00

E’ ancora avvolta nel mistero la morte del giovane Giacomo La Cova, il ventiduenne trovato senza vita in una villetta alla periferia di Gratteri dove verosimilmente aveva trascorso la notte con Maria Grazia Falliti, la donna cefalutana trovata in fin di vita accanto al corpo esanime di La Cova.

Maria Grazia Falliti è stata trasportata d’urgenza all’ospedale Civico di Palermo dove versa ancora in condizioni critiche.

Una delle prime piste battute è stata quella di un avvelenamento da monossido di carbonio. Ma l’ipotesi è stata subito accantonata. La schiuma trovata alla bocca dei due fa comunque pensare a qualche forma di avvelenamento. Probabilmente i due, che nonostante la differenza di età intrattenevano da tempo una relazione, hanno fatto uso di sostanze tossiche.

Giacomo La Cova (22 anni) e Maria Grazia Falliti (47 anni) si frequentavano e la loro relazione era nota fra amici e familiari dei due. Lei, sposata ma di fatto separata, fa la parrucchiera e vive a Cefalù.

Secondo le prime indiscrezioni sabato sera i due avevano cenato separatamente. Terminata la cena Maria Grazia Falliti avrebbe raggiunto con la sua macchina il giovane partner nella casa di Gratteri per trascorrere insieme qualche ora.

Questa mattina la sorpresa. A dare l’allarme la nonna di La Cova, insospettita dal fatto di aver visto ancora parcheggiate davanti casa le macchine del nipote e della donna. Non era mai successo. Così ha chiesto aiuto a un familiare che, entrando dentro l’abitazione ha fatto la macabra scoperta. Giacomo La Cova era già morto mentre Maria Grazia Falliti era agonizzante.

Ora i carabinieri di Cefalù, coordinati dal capitano Guglielmo Palazzetti, stanno indagando per capire cosa sia accaduto. La risposta a questo giallo potrebbe arrivare dagli esami tossicologici.

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