Denunciarono maltrattamenti ad una donna al convento di San Pio, due frati allontanati da Gangi e Castelbuono

Roberto Quattrocchi

Cronaca

Denunciarono maltrattamenti ad una donna al convento di San Pio, due frati allontanati da Gangi e Castelbuono
Si tratta di Padre Ernesto Cicero e Padre Domenico Costanzo

18 Gennaio 2016 - 00:00

Nei mesi scorsi hanno raccontato alle iene di aver assistito a violenze e maltrattamenti ai danni di una donna che sarebbero avvenuti all’interno del convento di San Giovanni Rotondo e ora, per due frati madoniti, scatta il trasferimento fuori dalla Sicilia. Protagonisti della vicenda sono i frati cappuccini Padre Ernesto Cicero e Padre Domenico Costanzo operanti presso i conventi di Gangi e Castelbuono. Padre Costanzo raggiungerà la Calabria mentre Padre Ernesto è stato fatto partire in sordina per Spoleto. Trasferimenti immediati e senza alcuna avviso per le rispettive comunità. Cosi è già avvenuto per Padre Ernesto “invitato” a lasciare Gangi dove operava da vari decenni e dove ricopriva il ruolo di guardiano. Il suo convento è ora in una situazione assai gravosa con due frati anziani che necessitano di assistenza e un solo confratello più giovane gravato dalle anche incombenze di altre parrocchie fuori paese. A Castelbuono, invece, l’addio dell’ottantatreenne frate, potrebbe addirittura determinare la chiusura del convento dato che non vi sono altri religiosi. Un fulmine a ciel sereno che lascia molti interrogativi e induce a ricondurre questi trasferimenti all’esposizione mediatica dei due frati. I due religiosi, infatti, hanno avuto un ruolo centrale nel rendere nota la vicenda di presunte violenze che sarebbero avvenute nel convento di San Pio. Sin dalle settimane successive alla messa in onda della trasmissione fu ben chiaro che i loro superiori non avessero affatto gradito la loro denuncia pubblica. Ad aumentare il sospetto che il trasferimento celi una vendetta ammantata di saio vi sono parecchi elementi. In particolare l’età avanzata di entrambi i religiosi, la loro lunga e apprezzata permanenza nelle comunità di appartenenza ma soprattutto le conseguenze del loro trasferimento.  

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