Gangi, ritrovato il corpo di Francesco Paolo Alaimo

Roberto Quattrocchi

Cronaca

Gangi, ritrovato il corpo di Francesco Paolo Alaimo
I soccorritori hanno recuperato il corpo dell’allevatore scomparso qualche giorno fa

18 Gennaio 2016 - 00:00

La speranza c’è stata sempre, fino all’ultimo. Interrotta bruscamente dalla notizia dei soccorritori. È stato ritrovato il corpo senza vita di Francesco Paolo Alaimo, l’allevatore settantaduenne scomparso qualche giorno fa mentre si trovava all’interno di una sua proprietà che confina con il torrente Gangi. L’uomo, probabilmente, ha perso l’equilibrio nel tentativo di liberare il corso del torrente da qualche ramo ed è caduto in acqua trascinato dalla furia delle acque. La salma è stata rinvenuta a poche decine di metri dal punto in cui, sabato scorso, erano stati ritrovato maglione e sciarpa che indossava al momento della scomparsa. Determinate l'arrivo di un mezzo cingolato dei vigili del fuoco che da ieri ha scandagliato le insenature del fiume, la salma si era adagiata sul fondo e a causa del terreno e degli altri materiali trascinati dalla corrente non era visibile ad occhio nudo.

AGGIORNAMENTO ORE 11,15: Francesco Paolo Alaimo teneva abbracciato un piccolo agnellino, morto anche lui. Si presume, dunque, che l'allevatore sia scivolato in acqua nel tentativo di salvare l'animale che forse era caduto in acqua

AGGIORNAMENTO ORE 12,40: Nei prossimi minuti la salma di Francesco Paolo Alaimo verrà trasporta presso la camera mortuaria del cimitero di Gangi. Li verrà trattenuta fino all'arrivo del medico legale per l'ispezione cadaverica di rito che servirà a fare chiarezza sulle cause del decesso. Dopo gli accertamenti la salma verrà restituita ai familiari, la tempistica si definirà con esattezza nel pomeriggio.

AGGIORNAMENTO ORE 18,20: Saranno celebrati domattina in Chiesa Madre i funerali di Francesco Paolo Alaimo, ritrovato oggi nel letto del torrente Gangi, a poche centinaia di metri in cui la forza della corrente l’ha travolto. Accanto all’uomo, coperto da un grosso tronco e da molti arbusti, un piccolo agnellino. L’allevatore potrebbe essere finito in acqua nel tentativo di salvare l’animale spintosi troppo in prossimità di quel torrente che era stato per Alaimo un compagno di vita, fino alla tragedia. Dopo il ritrovamento la salma è stata trasferita nella camera mortuaria del cimitero dove il medico legale ha effettuato gli accertamenti di rito. L’ispezione ha evidenziato un grosso taglio sul capo, probabilmente causa dell’urto con qualche grossa pietra del letto del fiume, oltre ai segni della permanenza in acqua per lunghi giorni. La salma è stata ora ricomposta e trasferita nuovamente nell’abitazione di contrada Magione per l’ultima notte in quella campagna in cui ha lavorato per tutta la vita.

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