Gli studenti dello “Stenio” di Cerda in visita a Caltavuturo per commemorare le vittime del 20 gennaio

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Gli studenti dello “Stenio” di Cerda in visita a Caltavuturo per commemorare le vittime del 20 gennaio
Nel 1893 l’esercito aprì il fuoco sui contadini madoniti che si ribellavano alla miseria

18 Gennaio 2016 - 00:00

“La Terra, la Repubblica, il Lavoro, la Libertà”,parole chiave di pagine di storia che ogni siciliano deve conoscere per comprendere che la cittadinanza attiva si esercita attraverso lo studio del passato per meglio comprendere il presente e progettare, in autonomia e responsabilità, il futuro.

Nell'ambito delle attività di Cittadinanza e Costituzione, fortemente promosse dal Dirigente Scolastico  Prof.ssa Maria Bellavia, Mercoledì 20 Gennaio gli allievi delle classi del triennio dell'Istituto “Stenio”, Sezione ITEE di Cerda, si sono recati a Caltavuturo per commemorare, assieme ai cittadini e all'amministrazione comunale, le vittime del 20 Gennaio 1893. Quel giorno l'esercito regio aprì il fuoco su contadini inermi, che si ribellavano per  la fame e la miseria, perpetrando una delle stragi più brutali di quegli anni.

“In questo anno, che si presenta drammatico per gli sviluppi che possono avere le vicende legate all'immigrazione e alla situazione internazionale, è nostro dovere ricordare pubblicamente questi uomini di Caltavuturo che rappresentano tutti coloro che ancora oggi, in modo o in un altro, perdono la vita per rivendicare i propri diritti ed avere un futuro migliore” riferiscono i rappresentanti degli allievi “Essi sono il simbolo  della lotta per la libertà, il diritto al lavoro, la dignità. Troppi uomini e donne soffrono quotidianamente per la mancanza di lavoro, c'è ricchezza per pochi e povertà per molti. Nel 1893, in piena belle époque, pochi godevano di diritti e avevano un reddito oltremodo soddisfacente, molti, invece, soffrivano e pativano la fame. Fra questi molti vi erano i contadini di Sicilia. Quanti soprusi, quante angherie hanno sopportato, è la stessa sorte che oggi molti subiscono in tante parti del mondo. Dobbiamo mantenere viva la memoria di questi uomini affinché il loro sacrificio alimenti la speranza di poter costruire un futuro migliore, un futuro di lavoro e libertà”.

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