Gli uccidono il gregge per avvertimento, lui: “Io resisto”

Redazione

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Gli uccidono il gregge per avvertimento, lui: “Io resisto”
Emanuele Feltri ha aperto una fattoria dove alleva e produce cibi biologici. Ieri la brutta sorpresa. La sua fattoria, infatti, si trova vicino il fiume Simeto, conteso dalla criminalità locale

Gli uccidono il gregge per avvertimento, lui: “Io resisto”

18 Gennaio 2016 - 00:00

Non si è assolutamente perso d’animo ed ha raccontato la vicenda sul suo profilo facebook. Una vicenda che, adesso, sta facendo rapidamente il giro del social network e varcando i confini prima regionali, e poi nazionali. Lui si chiama Emanuele Feltri, ha 34 anni ed ha deciso di andare a vivere in campagna, a Paternò, in contrada Sciddicuni, dove alleva e produce prodotti biologici di altissima qualità. Solo che la sua fattoria si trova vicino il fiume Simeto, preso di mira dalla criminalità locale che lo utilizza per sversarvi dentro le più immonde schifezze in maniera illegale.

Ieri Emanuele è tornato nella sua fattoria dopo essere stato a Catania ed ha trovato una brutta sorpresa. Tutto il gregge di pecore era stato ucciso. Le pecore giacevano a terra morte a causa di un colpo di pistola. Una testa di pecora, inoltre, è stata lasciata davanti la porta della fattoria, una sorta di monito al ragazzo. Lui, però, non si è scoraggiato. E lo scrive su facebook: “Pesantissimo! Sembra una scena di un film di mafia degli anni ’50, ma è successo davvero ed a casa mia! Non è bello ritornare in campagna dopo una domenica a Catania e trovare le mie povere pecore morte sparate sul piazzale e la testa di una tagliata e messa davanti la porta di casa. Non posso dire altro e credo di essermi esposto abbastanza per difendere una vallata che la volontà comune vuole “terra di nessuno”! Una cosa però la devo dire: Sciddicuni esiste e resiste per ricordare che non bisogna essere super eroi per portare avanti i propri ideali, per testimoniare che a volte il coraggio sta proprio nel condurre la propria vita quotidiana con coerenza e senza compromessi. Quando ci renderemo conto che ci stanno togliendo tutto, anche la possibilità di vivere in pace nella propria terra forse inizieremo a voler essere i reali protagonisti del nostro futuro. Mi ha colpito molto questa cosa, non lo nascondo e ho deciso comunque di rimanere a vivere qui anche se in questo momento sono da solo. Arriverete un giorno lo so, io intanto continuo il mio lavoro quotidiano sognando una vallata pulita, piena di vita e di speranza. Presto organizzeremo una nuova domenica di bonifica dell'oasi spero che vi rendiate conto che non si tratta solo di una giornata ecologica e veniate a dare il vostro sostegno”!

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