Il Torrone e la “Cubaita”, dolci passatempo per le Feste di Natale

Naomi Petta

La Ricetta della Settimana

Il Torrone e la “Cubaita”, dolci passatempo per le Feste di Natale
Ricette semplici, molto dolci, ma facili da preparare. Una tradizione lunga centinaia di anni

Il Torrone e la “Cubaita”, dolci passatempo per le Feste di Natale

18 Gennaio 2016 - 00:00

Un altro dolce siciliano tipicamente natalizio è il “torrone”. Nel cuore della Sicilia, a Caltanissetta, i maestri pasticceri continuano la tradizione nissena con la produzione della Cubaita, il classico torrone siciliano. Unendo il verde del pistacchio, il giallo del miele e il bianco delle mandorle, offerti naturalmente dalle campagne nissene, i cosiddetti “turrunari” del luogo, creano un dolce artigianale talmente buono che racchiude in sè i profumi e i sapori tipici di questa terra, mescolati ai colori caldi e vivaci che caratterizzano la sua personalità. Una tradizione che si è rinnovata negli ultimi anni grazie ad importanti innovazioni di prodotto e di processo che hanno permesso la creazione di nuovi torroni (al cioccolato e ad altri aromi tipici isolani).

Ecco le ricette per fare il torrone con le mandorle e quello con i semi di sesamo.

Torrone:

1 kg di mandorle

1 kg di miele – oppure 700 grammi di miele e 300 grammi di zucchero.

Occorre sbucciare e tostare al forno le mandorle e metterle successivamente sul fuoco in una casseruola insieme al miele – eventualmente insieme allo zucchero -.
Gli ingredienti si mescolano di continuo finché non si rapprendono bene.
Successivamente il composto si versa in un piano ben umido e lo si taglia in base alla forma desiderata.

Cubaita:

1 kg di semi di sesamo

600 grammidi miele

300 grammidi zucchero

250 grammi di mandorle ben abbrustolite.

Occorre sciogliere il miele o lo zucchero in un tegame sul fuoco e dopo si versano i semi di sesamo e le mandorle. L'impasto si mescola continuamente con un cucchiaio di legno finché si raggiunge l'ebollizione.
Quando il composto è amalgamato lo si versa su di un piano umido e lo si spiana con un mattarello altrettanto umido finché esso raggiunge lo spessore di un centimetro circa, quindi lo si taglia a quadrati o a rombi.

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