La Cisl denuncia: Sicilia in default

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La Cisl denuncia: Sicilia in default
“La regione ha voltato le spalle alle imprese”

La Cisl denuncia: Sicilia in default

18 Gennaio 2016 - 00:00

Migliaia di posti di lavoro persi, ed altrettanti a rischio, imprese che chiudono, disoccupazione in aumento ed enti pubblici in enorme difficoltà. La Cisl Palermo Trapani, riunita in un attivo territoriale dei dirigenti e quadri Rsu e Rsa, lancia un allarme disperato. Al tavolo hanno preso parte i Segretari generali nazionali di Cisl Funzione pubblica e Fim Federazione metalmeccanici, Giovanni Faverin e Giuseppe Farina, Mimmo Milazzo Segretario Cisl Palermo Trapani e Maurizio Bernava Segretario Cisl Sicilia. “Siamo fortemente preoccupati se non si inverte questa tendenza in negativo della nostra economia – ha spiegato Mimmo Milazzo Segretario Cisl Palermo Trapani – nei prossimi due anni saranno migliaia i posti di lavoro persi nei soli territori di Palermo e Trapani. Alla politica chiediamo uno sforzo in più con interventi mirati nelle zone industriali in crisi, con lo sgravio fiscale e dei costi del lavoro per aiutare le imprese e con la soluzione delle vertenze che soffocano il sistema economico del territorio dalla Fiat di Termini Imerese, Fincantieri e la zona industriale di Carini, dove bisogna evitare la chiusura di fondamentali realtà quali la keller e Ansaldo Breda”. Il segretario Cisl Sicilia Bernava ha aggiunto: “Il settore pubblico, con gli enti locali in default e le partecipate in crisi appare senza strategia, il privato soffre con perdite di posti di lavoro, la Regione deve avere più consapevolezza e partendo da questa analisi economica deve riunire tutti gli attori interessati, rappresentanti del mondo del lavoro, delle imprese, per costruire un piano strategico che finalmente porti alla produzione di reddito e ricchezza, che ristrutturi la spesa puntando sulla tenuta dei conti con politiche sane di bilancio e che miri allo spostamento di risorse dagli sprechi alla spesa sociale, per intervenire sulla povertà. Servono poi politiche di rilancio in settori produttivi che possano fare da volano come ad esempio l'edilizia. La politica – ha aggiunto Bernava – ha girato le spalle come abbiamo visto nell'ultima finanziaria, da mesi, poi, siamo bloccati sul riordino delle province. Noi faremo la nostra parte, ai comuni, ai sindaci e all'Anci, proporremo un alleanza per costruire una vera strategia di sviluppo e saremo rigorosi sia in termini di proposta che in termini di protesta. A livello nazionale chiediamo con forza al governo di tagliare le tasse sui redditi di lavoratori e pensionati, e lo stiamo facendo con una campagna che invaderà i social network e i siti istituzionali affinchè il messaggio giunga al premier Renzi”. Fra le vertenze più calde anche quella del settore delle telecomunicazioni, Almaviva su tutte che fra Palermo e Catania impiega ben 6500 persone. “Una importante realtà industriale da preservare con tutti gli interventi amministrativi e politici da attivare per evitare che l'Azienda abbandoni la Sicilia” ha aggiunto Milazzo. Da qui le richieste del sindacato “la Regione ha un ruolo determinante, si attivino subito politiche di rilancio seguendo la scia delle zone franche urbane di recente approvate, intervenga concretamente per l'occupazione giovanile, e soprattutto snellisca la macchina burocratica”. Ma per incentivare lo sviluppo che passa anche attraverso l'aumento dei consumi, e' essenziale una pubblica amministrazione efficiente.

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