Macelleria culturale del governo Crocetta, il Mandralisca chiuderà i battenti

Michele Ferraro

Editoriale

Macelleria culturale del governo Crocetta, il Mandralisca chiuderà i battenti
L’ex Tabella H c’è ancora ma ora ogni assessorato fa come gli pare

18 Gennaio 2016 - 00:00

Lo aveva annunciato con enfasi nei primi giorni del suo mandato “cancelleremo la Tabella H!”. Eano i tempi in cui, smantellato l’ufficio stampa della regione, l’unico a “tenere il moccolo” acceso sulle sparate del neo governatore era Massimo Giletti. Salvo poi accorgersi dopo qualche mese di aver creato un mostro.

Oggi, a più di due anni dall’elezione, il Presidente non ha per niente cancellato la famosa Tabella, le ha solo cambiato nome, frammentandola qui e là e creando una confusione generale che ormai è il marchio di fabbrica di questo governo.

In sostanza, nonostante l’emissione di un bando nel quale si stabilivano criteri univoci e oggettivi per la creazione delle graduatorie, ciascun assessorato ha fatto a modo suo, consentendo di operare “liberamente” a ciascuna delle ben retribuite commissioni chiamate a valutare le richieste prevenute in ciascun assessorato.

Così emergono situazioni paradossali con enti di riconosciuto valore tagliati fuori dal “sistema” ed altri enti che negli anni passati avevano avuto più di qualche difficoltà, magicamente salvati dalle nuove commissioni. E’ il caso, ad esempio dell’Istituto Ciechi, adeguatamente finanziato, forse per l’importanza del ruolo svolto o forse perché il suo presidente è uno strettissimo parente di un componente della nuova giunta regionale rattoppata da Crocetta con la benedizione del PD.

Fatto sta che la conseguenza di questa scriteriata confusione è una macelleria culturale senza precedenti, che causerà la chiusura di enti e fondazioni di indiscutibile valore per il patrimonio culturale dell’isola.

“Le istituzioni culturali siciliane versavano già in condizioni molto critiche –  scrivono in una nota congiunta ben 12 istituzioni, fondazione e centri culturali –  La nuova manovra ipotizzata dal governo regionale, che comporterebbe un’altra drastica riduzione dei finanziamenti, assesterebbe un colpo mortale a musei, archivi storici, gallerie, biblioteche, fondazioni e istituti di ricerca. Se prima l’esigenza di razionalizzare l’impiego delle risorse poteva avere qualche giustificazione ora vanificherebbe lo sforzo che le istituzioni vanno compiendo per elevare l’efficienza e la qualità dei servizi offerti. Senza un sostegno adeguato e nell’incertezza di potere riscuotere in tempi utili il contributo per il 2014 sono quindi costrette ad annunciare sin da ora la chiusura con grave danno per la cultura e per l’immagine della Sicilia.

A firmare il documento realtà storiche come la Fondazione Leonardo Sciascia, l’Istituto Gramsci siciliano, il Centro studi Feliciano Rossitto, il Centro studi Pio La Torre, la Fondazione Gaetano Costa, la Fondazione famiglia Piccolo di Calanovella, il Centro siciliano Sturzo, il Museo internazionale della marionette Antonio Pasqualino, la Fondazione Ignazio Buttitta, l’Istituto siciliano di studi bizantini e neoellenici, il Centro studi filologici e linguistici siciliani, la Fondazione Guarino Amella e, purtroppo, anche la Fondazione Mandralisca, probabilmente la principale realtà culturale, non solo di un centro turistico fondamentale per la Sicilia come Cefalù, ma delle intere Madonie che si ritroverebbero prive, da un giorno all’altro, di uno dei principali fattori di richiamo.

Quello che è successo all’assessorato ai Beni Culturali è un fatto paradigmatico, capace di rendere perfettamente l’idea del clima da “dilettanti allo sbaraglio” istituzionalizzato senza vergogna da Crocetta: lo scorso anno quell'assessorato aveva subito una decurtazione delle somme assegnate da 3,5 milioni a 1,6. Quest'anno il governo ha apportato altri tagli di circa il 35%.

Con una delibera della giunta del 17 dicembre scorso, infatti, l’amministrazione regionale ha fatto sapere che “considerato che la disponibilità finanziaria totale, pari a 10 milioni di euro, non risulta sufficiente per la copertura di tutte le richieste di contributi in favore di enti, associazioni, fondazioni da parte della Regione siciliana, l’amministrazione regionale ha deciso di ridurre in percentuale l’importo stimato dalle competenti commissioni dipartimentali”.

Quando la giunta ha deciso di ridurre i fondi totali, infatti, operando un taglio lineare e indifferenziato ai finanziamenti di tutti gli assessorati, chi aveva già ridotto le proprie disponibilità si è ritrovato con il budget ridotto due volte. In poche parole, l’unico assessorato  che si era comportato bene, osservando immediatamente le direttive imposte lo scorso anno dal governo, si è trovato, per dirla alla siciliana “cornuto e gabbato”. La conseguenza di questo approccio dilettantistico alle problematiche della ex Tabella H non è cosa da poco e, come disperatamente scritto nella nota congiunta pubblicata sopra, ha a che fare con la chiusura di Musei storici come il Mandralisca di Cefalù ed il conseguente licenziamento di incolpevoli lavoratori che, per altro, da mesi vanno avanti affrontando enormi sacrifici (lo stipendio a fine mese è da tempo solo un miraggio) pur di garantire il funzionamento della fondazione.  

C'è ancora tempo per salvare il salvabile? Francamente, date le “capacità” dimostrate dal governatore in carica, la risposta è un desolante no. Forse arriverà una toppa, per qualche altro mese, giusto per evitare l'ennesima figuraccia. Ma a giugno del 2015 saremo punto e a capo, come in un disperatissimo gioco dell'oca. 

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