Manette all’ARS, Per l’esponente madonita di Sel Mariangela Di Gangi “nessuno può dirsi stupito”

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Manette all’ARS, Per l’esponente madonita di Sel Mariangela Di Gangi “nessuno può dirsi stupito”
Il deputato Erasmo Palazzotto punta il dito sulla “falsa rivoluzione” di Crocetta

Manette all’ARS, Per l’esponente madonita di Sel Mariangela Di Gangi “nessuno può dirsi stupito”

18 Gennaio 2016 - 00:00

“Nessuno, intellettualmente onesto, può dirsi stupito dei provvedimenti cautelari a carico del Presidente della Commissione Bilancio Dina, di Roberto Clemente e di Franco Mineo”. A dirlo è Mariangela Di Gangi di Sel Sicilia, intervenendo sugli arresti che hanno coinvolto questa mattina gli esponenti di Udc e Pid. “Delle loro pratiche di costruzione del consenso, quale che sia la conclusione del procedimento a loro carico, tutti sapevamo che bisognava stare lontani anni luce, se si voleva costruire un'alternativa in Sicilia. Chi ha preferito far finta di non sapere è il Presidente Crocetta ed il Partito Democratico, che hanno pensato che l'unico modo per governare in Sicilia fosse farlo con soggetti del genere. Ora la maschera di legalità che questa legislatura si era data è definitivamente infranta”.

“La dignità dei siciliani onesti impone che si ponga fine ad una stagione di governo segnata da un misto di compromessi, corruzione e incompetenza – continua Di Gangi – se nel '92 un'intera classe politica fu simbolicamente cancellata da un lancio di monetine, farsescamente la politica Siciliana meriterebbe di essere sepolta dal lancio di pasta di vari formati. Gli stessi pacchi di pasta con cui certa politica racimola ancora consenso sulla disperazione della gente”.

 Rincara la dose Erasmo Palazzotto: “La rivoluzione coi voti di Nino Dina? È lì che inizia la sconfitta di Crocetta. Il problema è che non puoi cambiare questa terra scendendo a compromesso con il vecchio sistema di potere e chiudendo gli occhi sul metodo di produzione del consenso di certi personaggi. Se Dina venisse condannato significherebbe che Crocetta è stato eletto anche grazie ai voti della Mafia, è questo il paradosso di un sistema politico che dice di voler cambiare tutto e che alla fine non cambia niente. Gli impresentabili c'erano anche nelle liste di Crocetta e qualcuno glielo aveva anche fatto notare, non ci si può svegliare un giorno e far finta di cadere dal pero, non è serio ed è un atto di vigliaccheria politica. Vale oggi per Crocetta, varrà domani per De Luca ed Emiliano che mi pare che dalla Sicilia abbiano imparato solo la lezione peggiore.”

 

 

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