Piano Giovani: parla l’esperto Rosario Genchi

Redazione

Cronaca

Piano Giovani: parla l’esperto Rosario Genchi
E’ diventato punto di riferimento per migliaia di giovani anche se il suo c.v. è stato scartato

Piano Giovani: parla l’esperto Rosario Genchi

18 Gennaio 2016 - 00:00

Passate 48 ore dalla debacle del secondo “click day” cerchiamo di ragionare a mente fredda su quanto accaduto lo scorso 5 agosto. Per avere una visione più chiara e completa abbiamo contattato Rosario Genchi, giovane professionista madonita, esperto in consulenza d'impresa e progettazione, oltre che consigliere comunale a Collesano.

Rosario Genchi, attraverso una semplicissima pagina facebook gestita con due colleghi, è diventato in poche settimane un punto di riferimento serio ed affidabile per le migliaia di giovani che cercavano invano di contattare l’assessorato alla formazione o Italia Lavoro per ottenere notizie sulla bando dei tirocini retribuiti dal famigerato “Piano Giovani”. Anche lo scorso 5 agosto centinaia di aspiranti tirocinanti e diverse aziende hanno contattato Genchi per esprimere il malcontento, tanto che subito è nata una nuova pagina facebook dove si annuncia un imminente ricorso.

Ecco la nostra intervista:

La seconda fase di iscrizioni alla piattaforma piano giovani è stata un fallimento, cosa non ha funzionato e perchè?

Non ha funzionato la piattaforma informatica, sul sito www.pianogiovanisicilia.com sono stati registrati decine di migliaia di contatti di giovani siciliani che tentavano invano di dare l’ultimo e definitivo click di conferma, ed ahimè si ritrovavano davanti o pagine di errore o lunghi ed interminabili caricamenti.

Non era prevedibile, dopo gli intoppi avuti anche nella prima fase, che qualcosa potesse andare storto?

Dopo la finestra di luglio, molto meno partecipata rispetto a questa e dove tra l’altro c’erano stati anche diversi problemi legati sempre al sito, era facilmente prevedibile che il sistema non avrebbe retto. Ci si aspettavano migliorie constatabili che non sono purtroppo arrivate.

Perchè secondo lei non è stato potenziato il sistema?

A questa domanda non posso rispondere io, ma chi di competenza.

Alcuni giovani esperti, come lei si sono trovati a fare da “parafulmine” (gratuitamente) alla mancanza di una corretta informazione da parte dell'amministrazione regionale e di Italia lavoro. Ciò nonostante la lista di esperti chiamati e retribuiti per far circolare la meglio tutte le notizie utili sul Piano?

Con altri due colleghi Vito Rizzo e Giovanni Nocera si è cercato si fornire un servizio utile, si è partiti con il rispondere alle domande degli amici sui social network, per arrivare a proporre dirette streaming dove si è interagito direttamente con i giovani interessati. Si è realizzato una sorta di tutorial in diretta on-line sul piano giovani, il tutto veicolato dall’unica pagina facebook “non ufficiale” del piano giovani che proprio oggi ha raggiunto più 10000 mi piace.

Il “titolo”, se esiste, di esperto di Piano giovani lo abbiamo preso sul campo con il lavoro svolto, di certo non ce l’ha attributo Italia Lavoro che, parlo della mia esperienza personale, ha scartato il mio curriculum.

Cosa non ha funzionato sul piano della comunicazione e come ci si sente a svolgere gratuitamente un compito per il quale altri sono stati selezionati e retribuiti?

Sulla comunicazione bisognava di certo più attenzione. Il messaggio dell’esistenza di un piano contro la disoccupazione dei giovani siciliani è abbondantemente passato, ma ci si è fermati li. La confusione creatasi per il rilascio del patto di servizio, dovuta alla poca organizzazione dei CIP ed alla grande affluenza dei giovani hanno fatto il resto. Quando sono consapevolmente rientrato da Roma in Sicilia sapevo che dovevo affrontare situazioni difficili. Sono fermamente convinto che delle competenze, nel lungo periodo, non si possa fare a meno.

Quale opinione si è fatto del Piano Giovani, e quali conseguenze politiche potrebbe avere, a suo modo di vedere, il caos scatenatosi oggi?

Credo che se la Sicilia di debba rialzare dalla amara situazione in cui versa, la soluzione sta nel cercare di costruire delle occasioni di lavoro e di sviluppo per i giovani siciliani. L’idea base della strutturazione di un Piano per i giovani siciliani ritengo sia da sostenere trasversalmente, da destra a sinistra. Spero che passi il messaggio che bisogna insistere con questo tipo di politiche, di certo bisogna migliorarle sia nella strutturazione che nella gestione, ma i giovani devono avere l’occasione di potersi esprimere al meglio sul territorio. Al contrario, il processo di desertificazione delle competenze sarà incontrovertibile. Il caos scatenato oggi lo contestualizzerei ad una scarsa attenzione data alle problematiche sollevatesi durante la prima finestra di luglio. Una buona soluzione che farebbe contenti tutti i giovani, considerati i numeri della prima misura del piano, sarebbe quella di rimpinguare la misura con l’attivazione di altri 2000 nuovi tirocini, e questa volta magari farsi trovare pronti con un sito che riesca a soddisfare il grande afflusso di utenza.

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