San Mauro: si dimette il Parroco, la nostra intervista a Don Giuseppe Amato

Roberto Quattrocchi

Cronaca

San Mauro: si dimette il Parroco, la nostra intervista a Don Giuseppe Amato
Il prete saluta la comunità e sgombra il campo da false ricostruzioni

18 Gennaio 2016 - 00:00

Domenica scorsa l'annuncio inatteso delle sue irrevocabili dimissioni dall' incarico di parroco di San Mauro castelverde. Dopo sei anni di ministero don Giuseppe Amato lascia e racconta a noi, con un intervista esclusiva, le ragioni dell' addio. Lo fa con la lucidità con cui ha guidato la sua comunità ma anche con determinazione sgrombrando il campo da alcune ricostruzioni che stanno circolando.

Le sue dimissioni hanno suscitato grande emozione nella comunità. Per molti un fulmine a ciel sereno. Com è arrivato a questa decisione?

Sono arrivato a questa consapevolezza dopo una lunga riflessione personale, nella preghiera e confrontandomi prima di tutto con il nostro Vescovo al quale spetta l'ultima parola. Ho trovato nel Vescovo accoglienza e comprensione. Certe scelte fanno parte del percorso di un uomo e anche di una comunità. Io ritengo, e in questo caso non voglio essere presuntuoso, che la grandezza di una persona a volte consiste non tanto nel saper andare avanti ad oltranza, ma piuttosto nel saper capire quando è l'ora di fermarsi. Ti accorgi a un certo punto che rendi un servizio migliore alle persone decidendo di lasciare piuttosto che portare avanti il tuo mandato senza stimoli e abbandonandosi all'ordinarietà delle cose.

Cosa l ha spinto a rimettere il mandato nelle mani del vescovo?

Nell'ultimo anno tanti eventi hanno coinvolto la mia vita quindi ho bisogno di un periodo di riposo con la mia famiglia per ritemprarmi e trovare le forze per ricominciare con maggiore slancio li dove il Vescovo riterrà opportuno. Penso che mi ha spinto la consapevolezza dei miei limiti in questo momento della mia vita e vedere la Comunità che conseguentemente camminava più per abitudine che per altro e allora ho pensato che il cambiamento potesse giovare ad entrambi.

Come sono i suoi rapporti con l' amministrazione comunale? Hanno influenzato la sua decisione di dimettersi?

Ovunque ho svolto il mio ministero ho sempre creduto nella collaborazione e nel rispetto istituzionale e sono convinto che da una convergenza di forze le nostre comunità possono solo trarre giovamento. Aldilà delle fantasiose ricostruzioni che ognuno potrà fare di questa mia scelta, forse illudendosi di avere un ruolo così importante nella vita degli altri, ribadisco che è una scelta personale. Sono stati tanti i fattori che hanno portato a questa scelta, ma l'ho presa in autonomia e senza costrizioni di sorta. Poi sa la mente umana è talmente artificiosa che a volte ha bisogno di costruire un castello per credere che esista.

Avrà modo di dialogare con i suoi fedeli prima di lasciare il paese?

Ho sempre dialogato con la mia Comunità, di tutti, tanto che in  questi anni abbiamo istituito le assemblee parrocchiali in cui ognuno ha potuto dare il suo apporto, mostrare le proprie critiche costruttive su temi importanti che hanno riguardato la Comunità stessa. Inoltre il Consiglio pastorale parrocchiale è stato il luogo privilegiato per esprimere la comune responsabilità del cammino della parrocchia. Quindi ho convocato il consiglio pastorale e venerdì 22 un'assemblea aperta a tutti per tracciare il bilancio di questi 6 anni e spiegare le motivazioni della mia scelta.

Come racconterebbe questi anni?

Sono stati sei anni intensi, quelli della mia prima esperienza pastorale quale parroco. Anni caratterizzati da un intenso lavoro pastorale con l'intera popolazione di San Mauro a partire dalla consapevolezza di essere una comunità che vive la propria fede incarnata e con gli occhi aperti sul mondo che ci circonda, su quei problemi che non possono che coinvolgere il nostro essere cristiani.

Abbiamo recuperato il patrimonio artistico e culturale del nostro paese, come pure quesi locali necessari per la vita della comunità stessa.

Abbiamo favorito la partecipazione laicale negli organismi di consultazione quali il Consiglio pastorale parrocchiale e il Consiglio per gli affari Economici.

A don Giuseppe i nostri auguri per un ministero sempre fecondo.

(Nella foto Don Giuseppe Amato con il Vescovo di Cefalù Manzella)

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