Si ribalta con l´auto, simula furto per non subire le ire del padre

Redazione

Palermo

Si ribalta con l´auto, simula furto per non subire le ire del padre
Un giovane palermitano ha distrutto l´auto del papà. Per evitare la sua rabbia ha preferito fingere di essere stato vittima di furto. Ma la Polizia ha scoperto il "trucco" e lo ha denunciato

18 Gennaio 2016 - 00:00

Gli agenti della Polizia di Stato, appartenenti all’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, hanno denunciato in stato di libertà un giovane palermitano di 23 anni, perché ha simulato il furto della vettura del padre.

Il giovane uscito, come altre sere, per divertirsi con gli amici a bordo della sua autovettura, guidando con imprudenza si è ritrovato coinvolto in un autonomo incidente stradale, urtando in un primo momento contro un marciapiede e successivamente contro un palo dell’illuminazione che causava il ribaltamento del veicolo. Rimasto fortunatamente illeso, dopo essere uscito dall’autovettura ed essersi reso conto dell’ingente danno causato, si è fatto prendere dal panico, di come avrebbe reagito il padre, proprietario del mezzo. Intimorito e preso dal panico, si è avviato verso la sua abitazione, pensando a quale giustificazione potesse fornire. La paura del giovane ha però preso il sopravvento, tanto da fargli balenare l’idea di fingere il furto dell’auto per sottrarsi al rimprovero del padre, declinando la responsabilità del gravoso danno ai fantomatici autori del furto. Così, detto fatto, ha chiamato il “113” per effettuarne la denuncia. La giustificazione, apparsa plausibile al padre, non è stata tuttavia sufficiente per gli agenti della Polizia di Stato che intervenuti in Via dell’Orsa Maggiore, a seguito della segnalazione di un veicolo  poco prima denunciato come oggetto di furto, scoprivano la notte “brava” del giovane. I poliziotti rinvenuto il veicolo ribaltato, senza occupanti a bordo. Notavano subito particolari non presenti in episodi analoghi, come la regolare chiusura delle porte e la mancanza di segni di effrazione che l’inducevano ad insospettirsi.

Contattati il giovane denunciante  e il padre, che insieme  giungevano nel luogo del rinvenimento, gli agenti a seguito dell’apertura dell’auto osservavano gli interni e si accorgevano che l’auto presentava perfino l’inserimento del bloccasterzo. Di fronte alla presenza di tutti questi elementi anomali rispetto ad un normale furto d’auto, i poliziotti perplessi chiedevano chiarimenti al giovane che, dopo aver cercato invano di accennare qualche giustificazione, non poteva che sentirsi smascherato e obbligato a raccontare l’amara verità subendo a causa della sua bugia le conseguenze di una brutta denuncia.

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