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Sky of Birds: non è mai troppo tardi per fondare una rock band

Vinile n. 6 di Rosario Mangano

Mentre imperversano notizie della possibile formazione di un supergruppo messo su dai “titolati” Max Gazzé, Daniele Silvestri e Niccolò Fabi, il tutto avvolto nel velo misterioso di un nuovo progetto musicale; cinque non più tanto giovani ragazzi (si legga: oltre i trent’anni), nonostante non si siano conosciuti al liceo come incipit necessario e sufficiente ai fini del cliché biografico di una rock-band, mettono sorprendentemente su un gruppo rock sotto la spinta pulsante di Mario Martufi, il quale dopo la fine dei Mosquitos quasi un anno fa, inizia a cercare musicisti per una nuova formazione. Li ritrova fra i nomi incontrati nel corso degli anni: Strueia alla batteria, Simone Podagrosi al basso e cori, Alberto Capoccitti chitarra e synth, Sandro Traversi alle chitarre, tastiere e cori a formare gli Sky of Birds.

Accade che per tutto il 2013 si chiudono in sala prove a sperimentare e comporre i pezzi che andranno a formare un EP dal titolo “Rivers Flow Free, Lakes Just Agree”, il quale viene in seguito mixato e registrato presso le sale di registrazioni del VDSS Studios di Marolo (FR).

Chi dice che, raggiunta una certa età non per forza anagraficamente, non si possa più cambiare il proprio status quo,  ripetendosi incessantemente il pedante tarlo: “ormai è troppo tardi per me, il treno è passato”? Pare sia parte dell’immaginario collettivo porsi simili paletti, nonostante l’intrinseco e crescente scetticismo, penso valga la pena affidarsi alla contrapposta citazione – da spararsi in qualsivoglia discussione circostanziale tra amici e conoscenti di vecchia data (io lo faccio sempre) – “e non è certo il tempo quello che t’invecchia e ti fa morire” (Manuel Agnelli/docet).  Ne è dimostrazione la costituzione di un gruppo rock, di quelli veri, dal sound che non si sentiva da tempo, quanto meno in Italia;  lo si sente in sonorità che mescolano in un cocktail perfetto Neil Young, i Velvet Underground, i Pavement e i Magnetic Fields.

La voce calda, carezzevole a toni bassi e un cantato mai banale, che ricorda il primo Morrisey dei The Smiths e lo Stephen Malkums dei già citati Pavement, guida l’ascolto delle quattro tracce del breve EP, suscitando notevole interesse e curiosità per le prossime produzioni.

Nel complesso quel che arriva con “Rivers Flow Free, Lakes Justa Agree”, è un sound rock/blues, vicino all’alt-rock americano, quasi un blues d’avanguardia più o meno drammatico, nonostante affondi radici in influenze sonore passate. I testi parlano di amore, morte, vita, odio, gioia, dolore, della difficoltà di comunicare, d’incontrarsi e scontrarsi, di perdita e distacco e della capacità di trascendere da tutto questo.

Virata rock/blues per questo spazio, spero apprezzata, ad alleggerire un po’ i toni, ma sforzandosi di mantenere un più alto spessore artistico. In fondo con l’arrivo della primavera, “un colpo d’ali” fa sempre piacere.

Il singolo estratto dall’EP è su youtube: http://www.youtube.com/watch?v=JPXo-SsoRdc

 

Trovate, invece, l’album in streaming gratuito sul bandcamp degli Sky of Birds: http://skyofbirdss.bandcamp.com/album/rivers-flow-free-lakes-just-agree-2

Per gli esploratori più curiosi una chicca, la cover dei The Magnetic Fields “A Chicken with its Head cut off”: http://vdssrecordingstudio.bandcamp.com/track/sky-of-birds-a-chicken-with-its-head-cut-off-the-magnetic-fields-cover

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