Una vita al “buio”. Il mondo braille “sbarca” a Palermo

Rosangela Scimeca

Palermo

Una vita al “buio”. Il mondo braille “sbarca” a Palermo
Conferenza celebrativa della sesta giornata nazionale del codice che permette la lettura dei non vedenti e degli ipovedenti. In mostra anche alcune opere famose in rilievo

Una vita al “buio”. Il mondo braille “sbarca” a Palermo

18 Gennaio 2016 - 00:00

Vedere al di là del buio. Oggi, è possibile. Lo conferma la conferenza celebrativa della sesta Giornata Nazionale del Braille che si è svolta oggi nella sala gialla di Palazzo dei Normanni a Palermo. La manifestazione ha visto la partecipazione di non vedenti, ipovedenti e vedenti pronti a confrontarsi per scoprire un mondo dove c’è luce anche dove tutto è buio. “Il braille è la vista dei ciechi – afferma Giuseppe Castronovo, presidente regionale dell’Unione Italiana Ciechi e della Stamperia regionale braille -. Questo tipo di codice, che permette di riconoscere le lettere al tatto grazie alla diversa organizzazione di alcuni punti in rilievo su una superficie, da la possibilità ai 59 mila ciechi e ai 100 mila ipovedenti siciliani di poter leggere o studiare un libro come qualsiasi vedente”. Questo l’obiettivo della Stamperia regionale braille: contribuire all’integrazione scolastica, sociale e lavorativa dei non vedenti e ipovedenti della Sicilia. Abbattendo le barriere e adeguandosi alla tecnologia, il braille, grazie all’utilizzo di un display applicato al computer, consente la lettura di un testo che appare sul monitor scritto in caratteri normali. Ma anche gli smartphone non mancano all’appello: uno speciale screen braille permette l’utilizzo anche delle ultime novità nel settore della telefonia. Mentre il braille musicale consente la lettura degli spartiti. È così che Francesca Mannino, giovane cantante, riesce a leggere la musica: “Leggo il codice braille da tre anni – dice -. All’inizio è stato difficoltoso, poi ho imparato. Ora posso cantare leggendo lo spartito transcodificato dalla scrittura in “nero”, ovvero quella dei vedenti, al braille. Il mio insegnante di conservatorio mi può così seguire senza alcun problema”. La Stamperia, con sede a Catania, pubblica circa 10 mila riviste l’anno. Molteplici sono i libri che vengono pubblicati su richiesta. “Il materiale prodotto ha utenti che appartengono a diverse fasce d’età – spiega Antonio Tringale, responsabile del reparto disegni a rilievo della Stamperia -. Diversifichiamo quindi la scelta dei materiali, fondamentali per il riconoscimento dell’oggetto riprodotto”. Un’altra realtà di confine è quella degli ipovedenti cui è destinato il Large Print. “È un tipo di scrittura ingrandita secondo la necessità della persona cui è destinata quell’opera”, chiarisce Enrico Nicolosi, volontario del Polo Tattile Multimediale. Questa “luce”, che si materializza in un codice di comunicazione tra vedenti e non, ha però dei costi elevati. In media, un libro di 300 pagine costa 450 euro. “La nostra Onlus è sovvenzionata dalla Regione. Infatti i nostri utenti ricevono tutto gratis”, sottolinea Castronovo. Alla conferenza è intervenuto il presidente dell’Assemblea Regionale, Giovanni Ardizzone: “Quello regionale non è un contributo. È un servizio che viene delegato e svolto da persone competenti”. Esposti nel loggione al pianterreno di Palazzo dei Normanni, i plastici architettonici: innovative riproduzioni in rilievo di opere artistiche come la Creazione di Adamo di Michelangelo. Fiore all’occhiello della conferenza, il polo tattile itinerante. Sembra, a chi lo guarda da fuori, un normale bus parcheggiato all’uscita. Dentro, però, è stato allestito un bar al buio, dove i visitatori, guidati da non vedenti, possono provare a gustare un buon caffè utilizzando “solo” gli altri quattro sensi.

 

Leggete l’esperienza nel bus “al buio” in questo articolo

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