Viadotto Himera, le associazioni chiedono i danni alla Regione

Redazione

Cronaca

Viadotto Himera, le associazioni chiedono i danni alla Regione
Depositata, presso l’organismo Adr Notariato di Palermo, un’istanza di mediazione

Viadotto Himera, le associazioni chiedono i danni alla Regione

18 Gennaio 2016 - 00:00

Adiconsum Pa-Tp, Confcommercio Palermo, Confindustria Palermo, Confartigianato Palermo, Cisl Pa-Tp, con l’assistenza dell’avvocato Alessandro Parmigiano, hanno depositato oggi, presso l’organismo ADR Notariato di Palermo, un’istanza di mediazione nei confronti di Anas, Presidenza ed Assessorato Territorio ed Ambiente  della Regione Siciliana, Ministero delle Infrastrutture e Dipartimento Protezione Civile.

La vicenda è quella del viadotto Himera, il crollo del ponte autostradale che sta mettendo in ginocchio le imprese siciliane, in un quadro già devastato dalla crisi economica. “Si tratta solo del primo passo per far valere i diritti delle imprese, dei lavoratori e dei cittadini per i danni che subiscono dall’interruzione del ponte autostradale – spiegano -. Molte delle imprese associate alle sigle firmatarie hanno già avanzato richieste risarcitorie, con danni stimati mediamente in 100 mila euro”.

Non si tratta, infatti, soltanto dei circa 40/50 minuti in più che ci impiegano i mezzi a percorrere la distanza tra Palermo e Catania; dietro ai 40 minuti si celano disdetta di ordini, aumento di costi, interruzioni di forniture, mancati guadagni e perdite di posti di lavoro. “I tour operator locali – aggiungono le associazioni -, gli albergatori, le guide turistiche, la ristorazione, tutto il comparto turistico è stato gravemente danneggiato sia in termini di mancato introito che in termini d’immagine dall’interruzione dell’autostrada Palermo-Catania, dato che molti turisti che avevano programmato un viaggio in Sicilia, hanno disdetto del tutto o si sono dovuti accontentare di un soggiorno ridotto scegliendo la parte orientale o quella occidentale della nostra regione, per l’impossibilità di spostarsi agevolmente da una parte all’altra”.

“Inoltre, non possiamo trascurare la perdita economica derivante dalla drastica riduzione del  “turismo d’affari”: in inverno, in mancanza dei flussi turistici tradizionali, il comparto turistico ha, in chi si sposta per ragioni di lavoro, anche da una parte all’altra della Sicilia, un grande bacino di utenza, che quest’anno non ci sarà. E’ un danno incalcolabile all’economia ed ai consumatori – concludono i rappresentanti delle associazioni – per il quale le associazioni non potevano che agire per trovare una soluzione, sperando che il buon senso prevalga”.

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