Categories: Vinile

Ypsigrock Festival 2016 cresce ed ha compiuto 20 anni

Vi abbiamo lasciato con delle “pillole social” attraverso la pagina del nostro giornale, raccontandovi in modalità streaming ciò che accadeva all’Ypsigrock Festival 2016.

In diversi anni abbiamo avuto modo di assistere alla crescita di questo Festival vicino casa, esempio di offerta artistico-culturale della scena musicale alternativa (e non solo) del comprensorio madonita senza eguali, che alla 20 edizione è ormai un’attrattiva affermata a livello nazionale ed europeo.

La novità di quest’anno è stata la creazione e realizzazione di un quarto palco, come tutti i grandi festival che si rispettano, recuperando e ristrutturando l’Ex Chiesa del Crocifisso rendendola fruibile, ma anche suggestivamente “altare” di intimi concerti e carichi di emotività, quasi dei secret concert unici.

Ma torniamo a quanto accaduto. L’Ypsigrock Festival 2016, così come pensato nell’innovativa idea organizzativa, con quattro palchi che diventano un itinerario giornaliero per campeggianti e ypsini di tutto il mondo, seguendo tutto ciò che si è svolto tra l’Ypsi&Love Stage al Chiostro di San Francesco, il Mr. Y Stage all’interno dell’Ex Chiesa del Crocifisso e I’Ypsi Once Stage a Piazza Castello, senza dimenticare il Cuzzocrea Stage all’Ypsicamping di San Focà.

Iniziamo da quanti hanno solcato l’Ypsi&Love Stage che accende le spie nelle ore meridiane con Il Cielo di Bagdad, gruppo italiano di Salerno che mescola chitarre e synth d’acccordo  al riverbero lirico riecheggiano su tutto il paese, attirando a sé quanti erano accorsi per il festival verso il chiostro di San Francesco (http://youtu.be/mv7fqbX7KOA).  Segue GEORGIA, forza della natura alla batteria, compositrice e polistrumentista inglese ma anche voce che è un boato, seguita dai beat dei sintetizzatori alt-pop che segnano la danza del pubblico sotto il palco http://youtu.be/TC1_DWdhDV4. L’Ypsi&Love Stage si concede una pausa al secondo giorno, dovuta all’immancabile temporale d’estate, tanto energico quanto profumato, facendo spostare i live di Yombe e Loyle Carner. I primi sono un duo elettro-pop che fondono sonorità tribali all’elettronica e lirica soul; il secondo astro nascente dell’hip-hop britannico giunto all’Ypsigrock Festival dopo aver calcato già lo scorso anno quello di Glastonbury, armonie jazz delicate con beat hip-hop accompagnano la voce e i cori pop che rimandano ai sobborghi notturni britannici, molto apprezzato dal pubblico ypsino. A chiudere il cerchio delle esibizioni sull’Ypsi&Love Stage, che si potrebbe chiamare anche Ypsi&Rain Stage, sfidano la pioggia gli Giant Sand di Howe Gelb accontentando tutti con loro musica che fonde alternative rock al country rock, trasportandoci in un bel viaggio on the road tra gli immensi spazi desertici dell’Arizona http://youtu.be/kGEJ80OhGq4, il particolare è che con tutta probabilità quello a Castelbuono sarà il loro ultimo live in Italia, per poi ritirarsi dai palchi.

Più giù, si sono susseguiti sull’altare del Mr. Y Stage la giovanissima ragazza, bella e italianissima BIRTHH, voce delicata con cadenza vicina al pop, spinge fino a paesaggi malinconici e visioni di immagini dentro ombrose foreste http://youtu.be/UYpaA_Y-sn0, incastrandosi perfettamente ad armonie ambient di chitarre e synth marcati http://youtu.be/8UblL3uxZYI. Unica pecca un’acustica incerta. Al riparo dalla pioggia del secondo giorno, l’ammaliante musica solo-piano di Federico Albanese, italo-tedesco pianista di avanguardia sognante ed evocativo nelle sue performance. Lo abbiamo amato parecchio http://youtu.be/7rW1egiS9V0. A completare il cerchio di artisti, L I M (Less Is More), già componente degli Iori’s Eyes ultima perfomance di video art-music  fanno da scenografia al Mr. Y Stage, voce suadente ed trasognante che accarezza il pubblico in una danza mistica di sonorità elettro-ambient e dream-pop http://youtu.be/0Imbn5Z5818.

Il cuore pulsante di tutto è su Piazza Castello, dove in ordine sparso salgono  sull’Ypsi Once Stage, OSCAR cantautore della scena pop londinese, deludente nella performance ma sostenuto bene dalla band, dopo di lui i The Vryll Society alzano il tiro, per la prima volta in Italia, con il loro sound new age-psichedelico mettono in movimento il pubblico ypsino lasciandosi trascinare dal loro ritmo. Sono i Mudhoney a dare la botta rock vecchio stile con le loro chitarre lisergiche a volumi dai decibel indefinibili, mettendo in subbuglio Piazza Castello. L’atteso live dei The Vaccines è una conferma, divertente e adrenalinico sound dell’alternative-rock inglese che fa saltare tutti sulle note di “If You Wanna” http://youtu.be/uQKjI6395iU e un coro di abbracci su “Post Break-Up Sex” http://youtu.be/dU9hrd35Dsg. E' già domani e la serata sotto la consueta pioggia estiva all’Ypsigrock è scandita dal suono lo-fi dei Crystal Castels, nonostante l’abbandono di Alice Glass, la nuova vocalist Edith rende il sound del polistrumentista Ethan Kath ancora più dance, le luci sparate a ritmo dei bassi piazzate lungo tutta la linea del palco dietro gli artisti hanno reso ogni performance un bombardamento ritmico di luci e suoni, già preceduti dalla cascata NIAGARA duo torinese dalle sonorità sperimentali elettro-psichedeliche http://youtu.be/AWWwNpxIjOw e dagli indecifrabili LUH http://youtu.be/BgUGBpSL5kg, anche i Grandbrothers hanno difeso bene l’imprevista assenza dei Kiasmos. Dopo la grande tempesta elettrodance sotto la pioggia gentile di piazza Castello, l’ultimo giorno di festival è quello sempre più carico di aspettative da parte di tutti. Sono le Savages e i Minor Victories i live più tesi ed energici, dopo l’attesa seduti col soul di Willis Earls Beal, è il supergruppo dei Minor Vicories i cui membri provenienti da Mogwai, Slowdive e Editors, dopo una partenza slow non si sono risparmiati. Ma saranno le Savages a far esplodere Piazza Castello con il loro noise rock tutto al femminile. Immensa la performance della cantante Jehnny Beth, altrettanto incredibile ciò che ha fatto live la chitarrista Gemma Thomson e tutta la band sparando un suono così potente da farsi sentire in tutta la vallata, spingendo letteralmente sul pubblico impazzito la stessa cantante, un’immagine ormai simbolo di questa 20esima edizione di Ypsigrock Festival 2016 http://youtu.be/kvvhHT0B5ck. Ultima sull’Ypsi Once Stage, la performance che riappacifica i sensi di una dolcissima Daughter, talmente intensa da far commuovere sé stessa sull’arpeggio iniziale di “Youth” http://youtu.be/2QT5eGHCJdE.

Infine, il Cuzzocrea Stage al campeggio ha visto il passaggio di una “crew” di dj di calibro internazionale, da Torakiki  a Capibara fino a Daniele Sciolla, che hanno fatto ballare fino all’alba chiunque ne avesse le forze. Non sono mancati gli extra, con l’art exhibition vernissage di TINALS al Mr. Y Stage e l’intimo concerto di Flavio Giurato nell’Atrio del Castello dei Ventimiglia che ha anche ospitato per l’occasione l’art exhibition vernissage di Salvatore Arancio.

I giorni a seguire sono sempre nostalgici. I vicoli si svuotano, la scenografia viene smontata e i palchi, pure. Ma non è più Ypsigrock, dove troviamo la musica più bella da sempre, con la forza e il coraggio di spostare il limite ancora più là al compimento del 20esimo anniversario di questo Ypsigrock Festival 2016, con la line-up più estrosa ed eterogenea di tutti i tempi.

“L’ultima festa” è andata, dunque: “Via, è ora di andare via…” http://youtu.be/o1u681dT3pE

Share
Published by