Internet da mobile: sempre di più gli italiani connessi

Redazione

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Internet da mobile: sempre di più gli italiani connessi

Internet da mobile: sempre di più gli italiani connessi
10 Marzo 2017 - 10:43

Pubblicati i dati della ricerca “Internet in Italia – I Trend del 2017” di comScore in merito al tempo che gli italiani trascorrono connessi a Internet, ai metodi e dispositivi di accesso alla rete e alle tipologie di contenuti ricercati. A dicembre 2016, due terzi della popolazione ha trascorso del tempo sul web, un dato in crescita, seppur distante dagli altri paesi europei. Aumentano i collegamenti da mobile del 12% rispetto al 2015, trainati da social network, app di messaggistica e gaming.
Le connessioni da smartphone e tablet crescono mentre registrano un netto calo quelle da desktop e postazioni fisse. È il primo dato significativo che emerge dai report della ricerca: nel 2016 è aumentato del 12% il numero di persone che si è connesso alla rete da mobile almeno una volta al mese mentre diminuisce del 4% chi si collega da casa. Il tasso di penetrazione risultante in Italia è del 53%, ancora molto basso se paragonato a quello di USA (78%) e Regno Unito (70%). In crescita anche chi naviga in rete soltanto da mobile, soprattutto tra i più giovani che trascorrono proprio su questi dispositivi due terzi del totale del tempo delle connessioni.
Se negli altri paesi analizzati la maggior parte del tempo trascorso in rete tramite mobile è dedicato all’entertainment e ai servizi, in Italia sono i social network e le applicazioni per scambiarsi i messaggi le più gettonate, seguite a ruota da portali e giochi. Settore, quest’ultimo, trainato dai principali operatori di gaming online che guardano con sempre maggior interesse allo sviluppo di app per dispositivi mobile con cui rendere fruibili i propri giochi. Tra i primi a intuire le potenzialità del settore, PokerStars, che ha creato recentemente una suite di applicazioni mobile che consente ai propri utenti di giocare a poker da iOS e Android, ma anche di accedere a soluzioni più specifiche come la TV e il Clock, per gestire al meglio i tornei tra amici.
Non solo operatori di gaming, ma anche produttori di videogiochi come Bethesda, casa nota per il successo della celebre serie post-apocalittica “Fallout” di cui è stato lanciato lo spin-off mobile “Fallout Shelter”. O ancora Square Enix, uno dei colossi dell’intrattenimento fantasy che sta continuando a proporre la rivisitazione dei principali titoli della fortunatissima saga “Final Fantasy” per smartphone e tablet, insieme ad altri giochi. Titoli e nuove suite, quindi, presenti su tutti i principali store che, grazie alle modalità multi-player e ad app sempre più performanti hanno portato la categoria del gaming a essere una tra le più gettonate durante i periodi di connessione.
A farla da padrone, però, sono due applicazioni, WhatsApp e Facebook, sulle quali gli italiani trascorrono circa il 60% del totale passato su internet. Due app che dimostrano come gli abitanti del nostro paese siano poco curiosi e molto abitudinari in merito alla scoperta di nuovi programmi: solo il 34% delle persone che possiede uno smartphone scarica almeno una nuova applicazione al mese, dato in linea con quello di Germania e Spagna ma nettamente inferiore a quello di Stati Uniti e UK.
È boom, invece, per il settore dei video online: basti pensare che, soltanto nell’ultimo mese dello scorso anno, 28 milioni di italiani hanno visto almeno un filmato sul web e di questi 18 milioni l’hanno visualizzato tramite dispositivi mobile. Una crescita delle visualizzazioni con questi device (+15% tra 2015 e 2016) seconda solo a quella tedesca e che promette di continuare in futuro dato che, già al momento della redazione dello studio, erano il 34% gli italiani che dichiaravano di guardare almeno un video al giorno.
Dati incoraggianti, conclude lo studio, ma che non sono ancora quelli che gli esperti auspicano per il mercato italiano. Un ritardo nella penetrazione della rete rispetto ai paesi competitor che rallenta la nostra economia digitale ma che, dall’altro lato, lascia uno spazio ancora inesplorato e un potenziale di crescita significativo.

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