Scissioni e nuove famiglie, ecco come cambia la mafia nelle Madonie

Redazione

Cronaca

Scissioni e nuove famiglie, ecco come cambia la mafia nelle Madonie

Scissioni e nuove famiglie, ecco come cambia la mafia nelle Madonie
16 Marzo 2017 - 21:04

Non uccide (quasi mai), si nasconde come ha sempre fatto meglio che altrove, ma è ancora viva e vitale. E’ Cosa Nostra. Nostra nel senso più stretto della parola, poiché interessa il territorio che va dall’Imerese alle alte e basse Madonie.

Intere famiglie e due mandamenti attraversati da una “muta” senza precedenti nel recente passato. Sta cambiando pelle: nuovi equilibri, nuove famiglie, mandamenti che passano di mano. Ma nella sostanza la mafia di casa nostra è sempre la stessa: stessi interessi (gli appalti soprattutto), stesse modalità estorsive (particolarmente “apprezzate” le bottiglie incendiarie), stessi padrini (Bonomo e Rinella). I “vattiati” svolgono ancora un ruolo decisivo. E’ a loro che le “nuove leve” si rivolgono per ottenere la legittimazione ad operare incontrastati nel loro territorio. A dimostrarlo alcune interessanti intercettazioni legate all’operazione “Black Cat” che ha scoperchiato il vaso di pandora del malaffare in salsa madonita.

L’ultima relazione semestrale della Direzione Investigativa Antimafia disegna la nuova geografia mafiosa madonita, partendo da un dato certo: il nuovo confine fra i due storici mandamenti, rappresentato dal fiume Himera: da un lato SAN MAURO CASTELVERDE e dall’altro CACCAMO,

Ma la relazione della DIA indica altre importanti novità: nel mandamento di SAN MAURO CASTELVERDE si è costituita la nuova famiglia di ISNELLO, mentre la famiglia, un tempo unita, di SCIARA-CERDA si è scissa, dando luogo a due omonime famiglie ancora in cerca di equilibrio e passate entrambe sotto il controllo del mandamento storicamente indicato con il nome del paese di CACCAMO ma ormai di fatto sotto il controllo dei Rinella di TRABIA.

“In tale contesto –  scrivono gli agenti della DIA – appaiono significative una serie di vicende che dimostrano la costante ricerca, da parte della consorteria, di un consenso cui ancorare il proprio operato. Allo stesso tempo, comprovano la sussistenza di segmenti sociali ancora troppo disponibili al compromesso e, come tali, humus della sub-cultura pervasiva e inquinante del sistema mafioso. Il potere di cosa nostra continua a manifestarsi attraverso forme di coercizione, spiccata capacità imprenditoriale e abilità nel penetrare ambienti politico-amministrativi.”

Intanto ieri sono stati rinviati a giudizio 74 degli 81 soggetti indagati nell’ambito dell’operazione Black Cat. Ecco i nomi:

Diego Rinella, 56 anni, di Caccamo; Michele Modica, 52 anni, di Termini Imerese; Giuseppe Ingrao, 59 anni, termitano; Antonino Vallelunga, 35, di Termini; Salvatore Cancilla, 43, di Trabia; Giuseppe Rio, 29 anni, di Termini; Giuseppe Libreri, 68, di Caccamo; Salvatore Palmisano, 52, di Termini; Rosario Libreri, 58, di Caccamo; Massimiliano Restivo, 43, termitano; Mercurio Bisesi e Salvatore Abbadessa, entrambi di 44 anni e di Termini; Mario D’Amico, 54 anni, Antonino Fardella, di 38, e Raimondo Virone, 50 anni, tutti di Termini Imerese; Filippo Giovanni Colletti, 63 anni, Diego Guzzino, 69, Salvatore Sampognaro, 53, e Vincenzo Medica, 46, tutti di Caccamo; Loreto Di Chiara, 65, di Roccapalumba; Luigi Giovanni Barone, 62 anni, e Nicasio Salerno, di 56, di Caccamo; Stefano Contino, 72 anni, Gandolfo Maria Interbartolo, 62, Rosario Lanza, 45, e Vincenzo Civiletto, 66, tutti di Cerda; Gaetano Giovanni Muscarella, termitano, di 46 anni; Giacomo Li Destri, 50, Riccardo Giuffrè, 34, e Giuseppe Albanese, di 59, tutti e tre di Caltavuturo; Giovanni Giallombardo, 83 anni, e Francesco Lombardo, 61, di Altavilla Milicia; Benedetto Mazzeo, 80, di Montemaggiore Belsito; Nicola Teresi, 52, di Sciara; Silvio Napolitano, 64 anni, di Termini; Pietro Liga, 51, di Santa Flavia; Francesco Saitta, 48; Sebastiano Sudano, 38; Vincenzo Calderaro, 57, di Termini; Ciro Guardino, 35, e Michele Sarraino, 46, di Termini; Mariano Parisi, 46, Vincenzo Sparacio, 28, Vincenzo Vassallo, 41, e Francesco Cerniglia, 23; Antonio Marino, 27 anni; Francesco Lo Medico, 56, di Bagheria; Santina Ingrao, 33; Francesco Bonomo, 58, di San Mauro; Antonio Maria Scola, 49, Antonio Giovanni Maranto, detto Tony, 53, Saverio Maranto, 44, tutti di Polizzi; Samuele Schittino, 81 anni, Salvatore, di 47, e Angelo Schittino, di 50, tutti di Lascari; Peppino Barreca, 80 anni, di Gangi; Gioacchino Martorana, 40, di Castelbuono; Santo Bonomo, 25; Pietro Termini, 33; Giacomo Di Dio, 44; Andrea Di Gangi, 52; Marianna Bonomo, 31; Giovanni Anzaldi, 31; Antonio Quattrocchi e Antonio Giuseppe Termini, 37; Antonino Giuliano, 45; Ignazio Arena, 58; Nicolò Pandolfo, 37; Salvatore La Barbera, 63; Giuseppe Scaduto, 70 anni; Antonino Teresi, 54, Salvatore Fatta, 47 e Calogero Sinagra, di 60.

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