Termini Imerese, i tanti favori della politica antimafia

Redazione

Cronaca

Termini Imerese, i tanti favori della politica antimafia

Termini Imerese, i tanti favori della politica antimafia
30 Marzo 2017 - 14:34

Un lungo articolo pubblicato da Panorama in cui attraverso le intercettazioni e delle indagini della Procura di Termini Imerese si ripercorre un pezzo di storia politica siciliana. Al centro il senatore del Pd Giuseppe Lumia, considerato l’artefice dell’appoggio dei democratici all’ex presidente della Regione Sicilia Raffaele Lombardo, poi condannato per concorso esterno in associazione mafiosa. Adesso Lumia insieme all’attuale governatore Rosario Crocetta ha lanciato a Palermo il nuovo movimento “Riparte Sicilia”, sempre come di consueto in nome della giustizia e del fantastico futuro che attende la Sicilia.

In queste settimane la Procura di Termini Imerese ha chiuso le indagini su Giuseppe Volante, primo degli eletti del Pd alle amministrative di Termini Imerese del 2014. L’accusa è di corruzione elettorale. Insieme a Volante che avrebbe promesso posti di lavoro, trasferimenti e intercessioni, sono indagate altre cinque persone, che in cambio avrebbero dato il loro voto a Volante già assessore alle Attività produttive del Comune. Proprio l’inchiesta – si legge su Panorama – svela che Volante, uomo di fiducia del senatore, raccoglie le richieste per poi girarle proprio a Lumia. E il collettore delle richieste è la segreteria politica del senatore che è stato anche presidente della Commissione parlamentare antimafia.

Sempre attraverso le indagini, si scopre che nella primavera del 2014, durante la campagna elettorale a Termini Imerese, che vede candidato a sindaco Salvatore Burrafato, anche lui fedelissimo del senatore, Volante invia alla mail personale di Lumia la richiesta del maresciallo Emanuele Brucato, anche lui indagato. Il militare, scrive il pm Giacomo Brandini, “accettava le offerte e promesse di Volante di interessamento presso la segreteria di Lumia per una domanda di trasferimento già presentata, in cambio del suo voto elettorale”. Il 21 maggio 2014, Volante invia un sms a Lumia: “Puoi vedere per Brucato Emanuele? Alessandra sa tutto: uscita graduatoria trasferimenti, lui e 100esimo…”. I documenti dell’inchiesta confermano che il maresciallo ottenne il trasferimento: “La domanda di trasferimento – scrivono i Pm – ha trovato accoglimento nel mesi di giugno 2015, consentendogli di essere trasferito presso la stazione dei carabinieri di Bagheria”.

Ma Volante si attiva anche per un’altra domanda di trasferimento in Sicilia di un agente di polizia penitenziaria in servizio in Valle D’Aosta. Si tratta di Giuseppe Moreci, anche lui indagato per corruzione elettorale. “Già a Roma, segreteria Lumia” risponde Volante alla richiesta di informazioni del militare. Come emerge dagli atti dell’inchiesta Volenate, invia alla segreteria del politico almeno altre tre domande di trasferimento, con indicazioni precise. E, di fronte, alle richieste di aggiornamenti, rassicura: “Mi ha chiamato Lumia, ti devi fidare”.

“Nei mesi precedenti al maggio 2014 – spiega invece Salvatore Calafato, altro concittadino del senatore ai Pm che lo interrogano il 4 maggio del 2016 – mi rivolsi a Lumia per chiedere aiuto a trovare un impiego. Quest’ultimo mi diceva che avrebbe fatto qualcosa per aiutarmi e mi comunicava di rivolgermi, quale suo referente, al signor Volante. Lumia mi chiedeva quindi di aiutare Volante nella campagna elettorale per le elezioni del consiglio comunale”. Il suo voto e quello della sua famiglia finisce all’esponente del Pd. Come riprova, invia una foto della scheda elettorale a Volante. “Succesivamente fino agli inizi del 2015 – racconta Calafato ai militari – sono andato diverse volte nella segreteria di Lumia. Il senatore mi ha più volte comunicato che mi avrebbe aiutato a trovare un’occupazione, che però non è mai arrivata”. Lo stesso capita a un altro indagato: Giuseppe Vuono. Avrebbe chiesto al senatore un posto di lavoro per il genero.

Arriviamo al 7 giugno 2014, al ballottaggio viene eletto sindaco di Termini Imerese Salvatore Burrafato. Al consiglio il candidato più votato è Volante. Il 20 giugno una pattuglia dei carabinieri si presenta a casa sua con un decreto di perquisizione. Giuseppe Volante è indagato per voto di scambio. La cosa impensierisce Lumia che il 21 giugno 2014 telefona al capitano Gennaro Petruzzelli, comandante dei carabinieri di Termini Imerese. Petruzzelli riferisce di aver ricevuto la telefonata da parte del senatore. L’ex presidente della Commissione antimafia gli gliede un incontro. Che avviene il giorno successivo: “Lumia – scrive il capitano – mi chiedeva cosa pensavo in merito alla vicenda giudiziaria che vedeva coinvolto Volante”. Il comandante glissa. Lumia gli chiede se, a suo parere, il consigliere comunale si sarebbe dovuto dimettere. “A questa domanda – continua il verbale scritto dal militare – rispondevo che non conoscevo gli sviluppi dell’indagine, e che comunque si trattava di una valutazione politica che non mi riguardava”. Volante si dimette il 24 giugno 2014. Due anni anni più tardi, il 5 luglio 2016, si dimette anche il sindaco Burrafato, travolto da un’indagine per truffa, abuso d’ufficio, falso e peculato. I magistrati hanno smantellato il sistema di potere locale legato al senatore Lumia, pronto però per la sua nuova avventura al fianco di Crocetta.

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