Cronaca

Cefalù, la gestione del sito Unesco: positive le prime impressioni

Si è tenuto presso il cinema Di Francesca l’incontro “Cefalù sito Unesco. Verso un modello di gestione”, organizzato dall’associazione “Amici del cinema Di Francesca”, su proposta del socio Icomos Franco Scancarello, in partenariato con il Centro Ricerche Icomos “Roberto Di Stefano”, dedicato alle questioni che riguardano proprio i Modelli e i Piani di Gestione. Sono intervenuti Maurizio Di Stefano, Presidente emerito di Icomos Italia, Francesco Calabrò, Direttore Scientifico del Centro Ricerche, Carmen De Luca, Consigliere di Direzione di Icomos Italia. Di Stefano nel suo intervento ha sottolineato il ruolo che un sito Unesco può avere per un territorio, evidenziando però, d’altro canto, che il riconoscimento non è acquisito per sempre e, anzi, in Italia si sono verificati diversi casi, tra cui ad esempio il sito delle Eolie, in cui l’Unesco lo ha rimesso in discussione a causa di pratiche scorrette nella fase di gestione.

La ricognizione effettuata a Cefalù prima del convegno ha evidenziato un buon uso dell’immagine Unesco e una diffusa consapevolezza. Non mancano ovviamente le criticità, come quelle riscontrate nella Cattedrale dove, oltre al gravissimo distacco di tessere musive, sono evidenti seri problemi strutturali nelle colonne della facciata principale. Proprio l’appartenenza alla Lista Unesco, però, dovrebbe agevolare il reperimento dei fondi per gli interventi più urgenti. Calabrò, dopo aver riconosciuto la qualità del Piano di Gestione del sito, messo a punto da un pool di esperti molto qualificato, ha evidenziato come occorra però un avanzamento nella cultura della pianificazione in genere, che produca nuovi modelli. Le principali innovazioni dovrebbero andare principalmente in due direzioni: un coinvolgimento effettivo delle comunità locali, soprattutto nella fase di implementazione delle azioni e un’attenzione alle dimensioni dell’efficacia, della fattibilità e della sostenibilità dei Piani.

De Luca, invece, si è soffermata sui fabbisogni formativi che il riconoscimento unescano determina, cioè professionalità consapevoli del nuovo contesto in cui devono operare e dei vincoli e delle opportunità che tale contesto implica. Per rispondere in maniera organica a questa domanda, Icomos Italia ha appena stipulato una convenzione con il Consiglio Nazionale degli Architetti per la realizzazione di percorsi formativi post lauream.
Il convegno, i cui lavori sono stati introdotti e moderati da Giovanni Cristina responsabile dell’Associazione organizzatrice, si è concluso con alcuni interventi da parte del pubblico, tra i quali il sindaco uscente e Panzanella: quest’ultimo, in particolare, ha ricordato che tra 14 anni ricorreranno i 900 anni dalla costruzione della Cattedrale; sembrano tanti, ma con i tempi della nostra burocrazia è il tempo giusto per non arrivare impreparati all’appuntamento e celebrare degnamente l’evento, anche iniziando a formare i giovani che tra 14 anni saranno protagonisti.

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