Alimena, il caso della donna truffata da finti medici dell’Inps finisce su Canale 5

Mirella Mascellino

Cronaca

Alimena, il caso della donna truffata da finti medici dell’Inps finisce su Canale 5

Alimena, il caso della donna truffata da finti medici dell’Inps finisce su Canale 5
08 Settembre 2017 - 12:57

Francesca Signa, 88 anni di Alimena, truffata e derubata da finti medici dell’Inps, è stata ospite ieri pomeriggio della trasmissione di Canale 5 “Pomeriggio Cinque”, condotta da Barbara D’urso. Ospite anche il maresciallo dei Carabinieri di Alimena Francesco La Porta. La signora Francesca ha raccontato l’episodio subito nel gennaio dello scorso anno (in questo articolo maggiori dettagli), con due finti medici dell’Inps che si sono introdotti a casa sua portando via 4.000 euro in contanti e numerosi gioielli, fra cui le fedi e un paio di orecchini che appartenevano alla nonna. I Carabinieri, dopo varie indagini, hanno arrestato 4 persone (qui i dettagli), recuperando anche i soldi, ma non i gioielli. “I Carabinieri sono stati eccezionali – dice la donna – non mi hanno mai lasciato da sola”. I militari, hanno anche organizzato una colletta per acquistare un paio di orecchini simili a quelli che aveva la donna e la stessa Barbara D’Urso, nel corso della diretta, ha fatto sapere che invierà alla donna una catenina d’oro, come una di quelle rubate.

L’epiodio, come detto, risale al gennaio 2016. La donna è stata intercettata da un uomo e una donna ben vestiti, che si sono presentati come medici dell’Inps. Hanno detto che in cambio di una visita dal costo di 100 euro, avrebbero consentito l’aumento della pensione della signora da 250 a 500 euro. Ma le cose hanno preso una piega diversa. Perché la donna è stata seguita dalla truffatrice che ha preso soldi e gioielli scappando. Poi l’arrivo dei Carabinier, allertati da alcuni vicini, le indagini e gli arresti.  “Il mio consiglio – ha detto il maresciallo – è quello di non aprire mai agli sconosciuti e in caso di dubbi avvertire sempre il 112. Non bisogna avere scrupolo o vergogna. Meglio un falso allarme che un furto subito”.

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