Madonie, 15 in corsa per le Regionali: chi sono e che possibilità hanno di farcela

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Madonie, 15 in corsa per le Regionali: chi sono e che possibilità hanno di farcela

Madonie, 15 in corsa per le Regionali: chi sono e che possibilità hanno di farcela
09 Ottobre 2017 - 14:35

Fra i tanti candidati del comprensorio all’Assemblea Regionale Siciliana, l’unico ad aver già frequentato Sala d’Ercole è l’ex deputato Armando Aulicino, sindacalista di lungo corso approdato due legislature fa all’Ars con la lista dell’allora candidata alla presidenza Rita Borsellino, poi un passaggio all’Mpa e, fino a poche settimane fa in prima linea con “I coraggiosi” di Ferrandelli. Adesso Armando Aulicino da Lascari è candidato fra le fila dell’Udc e dovrà vedersela, fra gli altri, con i deputati uscenti Vincenzo Figuccia e Pietro Alongi. Quella di Aulicino appare una candidatura di discreto peso, ma le possibilità di fare ritorno fra gli scranni dell’Ars non sono molte.

Stesso discorso per l’altro candidato madonita dell’Udc, Salvatore Di Carlo, imprenditore di successo nel settore dell’istruzione e della formazione che sta investendo tanto nella sua campagna elettorale. Di Carlo ha attorno a se una buona macchina organizzativa, legittimo dunque pronosticare un buon risultato, ma il big della lista, Vincenzo Figuccia, sembra lontano da raggiungere.

Molte più chance aveva fino ad a ieri l’ex sindaco di Gangi Giuseppe Ferrarello. Fra i tanti candidati del territorio di certo era ed è lui il vero big. L’unico a poter contare su un consenso capillare e diffuso nel territorio. Dopo il tentativo del 2001 andato male, questa per Ferrarello sembrava la volta buona. Era lui il favorito nella lista di Palermo, ma dopo la notizia dell’esclusione della Lista “Micari Presidente” dal collegio elettorale di Messina la compagine, assemblata in fretta e furia nella notte del 5 ottobre, sembra condannata a non poter raggiungere il 5%. Orlando e Crocetta hanno combinato un vero disastro: a Siracusa la lista non è stata presentata, ad Agrigento sui 6 candidati previsti sono riusciti a racimolare solo 3 nomi, sconosciuti ai più. Ad Enna i due big che dovevano tenere insieme “l’Arcipelago” non ci sono: l’assessore regionale Luisa Lantieri, sentita la puzza di bruciato è corsa a candidarsi nella lista del Pd; stessa cosa ha tentato di fare il sindaco di Troina Fabio Venezia ma è rimasto fuori. Così come a Catania dove l’uomo forte di Bianco, Alessandro Porto, è scappato via dal naufragio della lista “Micari Presidente” per candidarsi con Forza Italia. Anche a Ragusa e Trapani le liste messe insieme dagli alleati nemici (Orlando – Crocetta) sembrano lontane dal poter raggiungere il 5%. Tutto questo quando ancora la lista messinese era sana e salva. Ora che “L’Arcipelago” è scomparso anche nella provincia dello stretto il 5% sembra lontanissimo.

Forza Italia sul territorio piazza due candidature di servizio, entrambe al femminile: quella della consigliere comunale di Cefalù Valeria Piazza e Sara Valeria Sapienza. Due candidati anche per la lista “Fratelli d’Italia e Noi con Salvini”, si tratta del campofelicese Calogero Fricano e dell’imprenditore edile termitano Giuseppe Di Blasi. Il primo nemico da battere in questa lista è il quorum, il secondo è la presenza di big del calibro di Mario Caputo, fratello dell’ex deputato Salvino, o dell’ex deputato Tony Rizzotto, oltre a vecchi volponi come Agostino Genova ed Enzo Briganò.

Faranno da “portatori d’acqua” anche i due candidati della lista “Popolari e Autonomisti – Idea Sicilia”, l’ex sindaco di Collesano Giovanni Battista Meli e il termitano Antonino Cianciolo. Come nel caso di Forza Italia anche qui si può tranquillamente parlare di due candidature di servizio. Se la lista, a livello regionale, dovesse superare lo sbarramento a contendersi un seggio sarebbero Lagalla, Clemente e Cordaro, con quest’ultimo favorito.

Sono in tre invece i candidati del territorio a percorrere i “cento passi” per sala d’Ercole con “Fava presidente”, Giuseppe Di Gesaro, Calogero “Lillo” Puleo e la termitana Caterina Mastrosimone, sorella del leader della Fiom Roberto Mastrosimone. Anche in questo caso si può parlare di candidatura di servizio, considerata la presenza in lista di nomi del calibro di Pino Apprendi, Mariella Maggio, Ottavio Navarra, Sonia Spallitta ed il capolista Mario Ajello.

Anche la lista Sicilia Futura schiera un candidato di servizio nel territorio, si tratta della ex consigliere comunale di Termini Imerese Lorella Abbruscato, capace di riscuotere un discreto consenso nella sua città, ma distante anni luce dai deputati uscenti Tamajo e Lo Giudice.

In fin dei conti gli unici due candidati con discrete possibilità di successo rimangono i grillini Giacomo Li Destri e Luigi Sunseri. A dare una mano ai due pentastellati è prima di tutto il sistema elettorale associato alla presumibile presenza di diverse liste non in grado di superare lo sbarramento. Questa combinazione associata ad un risultato del M5S che, secondo tutti i sondaggi, si aggira attorno al 30%, consente alla lista palermitana di poter contare su 4 o 5 seggi. Il simbolo farà da traino ed è facile infatti pronosticare che, anche nel collegio di Palermo (come già accaduto 5 anni fa) i voti di lista saranno molti di più rispetto ai voti di preferenza. In pole position ci sono i due uscenti Trizzino e Siragusa, ma per gli altri 2 o 3 posti la partita è veramente aperta.

 

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