Lavoro nero e irregolare, controlli dei carabinieri nelle Madonie: sanzioni e denunce

Redazione

Cronaca

Lavoro nero e irregolare, controlli dei carabinieri nelle Madonie: sanzioni e denunce

Lavoro nero e irregolare, controlli dei carabinieri nelle Madonie: sanzioni e denunce
19 Gennaio 2018 - 12:48

Non si fermano i controlli dei Carabinieri per il lavoro in nero ed irregolare. I militari hanno eseguito un mese intenso di attività che ha riguardato il periodo compreso tra il 15 dicembre 2017 e il 15 gennaio 2018, nel pieno delle feste, un periodo durante il quale aumenta l’utilizzo di personale irregolare. I Carabinieri hanno effettuato una serie di ispezioni nei confronti di aziende edili, agricole, allestimento palchi, case di riposo, sale scommesse, esercizi commerciali, ristoranti, bar e pasticcerie.

I controlli sono stati effettuati a Palermo, nel comprensorio Partinico-Camporeale, a Termini Imerese e sulle Madonie, in particolare Gangi, Castellana, Alimena, le Petralie e Castelbuono. Ben 92 le ditte ispezionate delle quali 39 risultate irregolari. E sono stati 353 i lavoratori sottoposti a controllo, di cui 109 totalmente in nero. In 19 casi è stato adottato il provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale per aver impiegato personale in nero nella misura pari o superiore al 20% di quello effettivamente presente sul luogo di lavoro. Questi provvedimenti risultano già revocati avendo i responsabili regolarizzato la posizione dei lavoratori in nero e pagato la sanzione amministrativa aggiuntiva.

39 datori di lavoro sono stati denunciati, a vario titolo, per violazioni delle norme di sicurezza nei luoghi di lavoro (mancata predisposizione del documento valutazione rischi, mancata nomina del responsabile del servizio di protezione e prevenzione, mancata formazione ed informazione dei lavoratori, mancata fornitura dei dispositivi di protezione individuale, utilizzo ponteggi non conformi, mancanza segnaletica e recinzione cantiere, omessa attuazione piano evacuazione) ed utilizzo di impianti di videosorveglianza per il controllo dei lavoratori a distanza senza autorizzazione dell’ispettorato territoriale del lavoro. Le sanzioni amministrative ammontano ad oltre 450 mila euro complessivamente. Le ammende a 400 mila euro.

“Nonostante le scarse risorse in termini di risorse umane – dice Pierluigi Buonomo, colonnello del Gruppo Tutela Lavoro – la nostra attività non si ferma. Abbiamo messo sotto la nostra lente di osservazione, tutte le attività, da quelle del settore commercio passando per l’agricoltura e l’edilizia. Concentrandoci, visto il periodo delle feste, sul montaggio dei palchi, la ristorazione e i negozi in generale, che aumentano l’utilizzo di personale irregolare. La giustificazione data dai titolari è sempre la stessa: l’eccessiva tassazione che non consentirebbe un equo rapporto costi-benefici. Ma è una giustificazione formale. Credo si tratti di una questione culturale, un’abitudine a trattare in un certo modo. E di contro il lavoratore per accedere al mondo del lavoro, si piega a questi ricatti”.

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