Gioco legale e sud: un binomio da tutelare

Redazione

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Gioco legale e sud: un binomio da tutelare

Gioco legale e sud: un binomio da tutelare
17 Marzo 2018 - 10:47

Il rapporto sulla raccolta del gioco d’azzardo nel 2016, pubblicato alcuni mesi fa, ha dato in pasto all’opinione pubblica numeri ed informazioni che hanno creato un’ondata di indignazione nell’opinione pubblica nazionale, ma anche qualche mal posta soddisfazione, il tutto provocato da uno scarso livello di riflessione e di approfondimento del tema.

Ad esempio, pochi si sono presi il tempo per spiegare che esiste una differenza tra raccolta (quanto è stato giocato) e spesa (quanto è stato effettivamente perso) e questo ha provocato una serie di reazioni per lo più negative basate su cifre “gonfiate” che non rappresentano fedelmente i confini del gioco d’azzardo e delle scommesse. Un altro “abbaglio” è stato quello dato dal fatto che in cima alle classifiche della raccolta si sono posizionate soprattutto le regioni del nord.

Molti hanno quindi espresso una certa soddisfazione nel poter dichiarare che i dati finalmente scardinavano lo storico pregiudizio che da sempre ha visto il sud come un’area fortemente propensa al gioco. Ma anche in questo caso possiamo dire che è mancata una riflessione approfondita. Quanto emerge nei rapporti stilati dall’Agenzia dei Monopoli e dai vari osservatori del settore non indica che al nord si gioca più del sud, quanto piuttosto che nel nord del nostro paese si gioca legalmente. I cittadini che vivono nel nord scelgono infatti con maggior frequenza di scommettere nei migliori casino in Italia che si trovano in rete, cioè quelli che sono in possesso della regolare concessione AAMS, invece che affidarsi a siti di gioco illegale, oppure optano per agenzie di scommesse e sale giochi dotate di regolare licenza invece di rivolgersi a bische clandestine.

Lette attraverso questa lente di ingrandimento, le stesse statistiche rivelano quindi un sud d’Italia in cui è largamente diffuso il gioco illegale e clandestino, in mano ad una criminalità organizzata che, gestendo agenzie di scommesse non autorizzate e siti di gioco sprovvisti di licenza, ha trovato una nuova fonte di profitti ed una macchina perfetta per il riciclaggio del denaro sporco. Anche gli apparecchi slot si prestano molto bene allo scopo, la mafia può infatti facilmente occuparsi del business della distribuzione, imporle agli imprenditori, evitare di collegarle al circuito nazionale e fare affari d’oro.

Il contrasto di questo fenomeno è lasciato in mano alle forze dell’ordine, come testimoniano le regolari chiusure di agenzie ed esercizi che offrono gioco illegale o la grande operazione della procura di Palermo che ha portato all’arresto di Benedetto Bacchi, non a caso definito il “Re delle scommesse”. Tuttavia, quando si tratta di illegalità anche i clienti possono avere un ruolo importante. Sarebbe fondamentale che un numero sempre maggiore di cittadini scegliesse di giocare legalmente sottraendo linfa alla criminalità. Più facile a dirsi che a farsi, ad essere sinceri. Per un normale avventore infatti non è facile intuire se la slot in cui sta mettendo il suo denaro è gestita secondo le regole o meno. Per coloro che scommettono nei casinò online, invece, scegliere la legalità è più semplice: navigando esclusivamente nei siti che espongono il simbolo dell’AAMS (Agenzia dei Monopoli di Stato) è possibile scommettere in decine di slot machine, sui tavoli da blackjack e roulette anche live, con la certezza che l’operatore ha soddisfatto tutti i requisiti richiesti dalla legge e versa una percentuale dei suoi profitti all’erario.

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