Ancora polemiche: sit-in di protesta alla presentazione della Targa Florio

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Ancora polemiche: sit-in di protesta alla presentazione della Targa Florio

Ancora polemiche: sit-in di protesta alla presentazione della Targa Florio
30 Aprile 2018 - 13:59

“Continuate la mia opera perché l’ho creata per sfidare il tempo”. Così scriveva Vincenzo Florio. E con queste parole inizia un comunicato del comitato “Pro Targa Madonie” che, nonostante la gara sia alle porte e la presentazione si farà il 3 maggio a Palermo, non ferma il suo grido di protesta sullìedizione 102 della mitica gara. Tanto che la petizione che è stata lanciata in rete, è stata firmata anche da Chico Paladino, erede di quel Vincenzo Florio, “perché mio nonno ha creato la Targa Florio – scrive in un post su Facebook Chico – con l’intento di promuovere la nostra terra, dando una ricaduta economica al territorio. Alcune persone, invece, senza rispetto e amore per la Sicilia e i siciliani stanno tentando di svendere la gara automobilistica più antica e importante del mondo ad altri sciacalli come loro. E’ dovere di ogni siciliano fermare la svendita del nostro patrimonio storico-culturale. La Targa Florio è legata al territorio delle Madonie così come le Madonie sono legate alla Targa Florio”.

“Consapevoli che le “problematiche di viabilità” sono solo uno specchietto per le allodole (visto che la data della 102a edizione si conosceva con congruo anticipo; le alternative tecniche a quanto concepito c’erano e ci sono; gli enti locali territoriali non si sarebbero affatto tirati indietro se interpellati da chi di competenza, come prassi vuole) e che le “inefficienze” sono diffuse, il “Comitato” intende verificare, a tutti i livelli, le responsabilità su quanto è stato comminato per la 102a edizione”.

Ecco perché, aggiungono dal Comitato, che sarà presente con un sit-in a Palermo il 3 maggio nel corso della presentazione della gara, “avvieremo in tutti i livelli e le sedi opportune, le azioni a tutela di questo importante Patrimonio nonché della memoria e della dignità della terra madonita perché si escludano “percorsi e orizzonti futuri” poco chiari e non tutelanti. Questa terra, già fortemente penalizzata e umiliata dalla assurde condizioni della viabilità – che non poche difficoltà causano alla quotidianità della gente e delle imprese – non intende assolutamente tacere sia su quanto è già stato perpetrato che sugli scenari che si intravedono”.

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