Cronaca

I disastri causati dal maltempo in Sicilia: senza manutenzione sarà sempre peggio

La Sicilia il giorno dopo la tempesta che si è abbattuta ieri, si risveglia con il sole. Ma piange dieci morti. Nove soltanto a Casteldaccia, in una villa travolta dalla furia del fiume Milicia che mai prima d’ora aveva dato problemi. Il premier Giuseppe Conte ha fatto sapere attraverso un tweet che si sta recando in Sicilia. “Sto partendo per la Sicilia, dove il maltempo ha causato molte vittime”, ha annunciato su Twitter il presidente del Consiglio. “Sono in continuo contatto con il dipartimento della Protezione civile per avere costanti aggiornamenti anche sulla drammatica situazione nelle Regioni del Nord”, aggiunge.

Finalmente, aggiungiamo noi. Il Governo si è accorto della nostra Regione e di che danni abbia fatto questa ondata di maltempo, che ci lascia morti, dispersi, strade chiuse per frana, case danneggiate, animali morti, campi non coltivabili per chissà quanti anni. Ora serve dichiarare lo stato di calamità e attivarsi subito per destinare dei fondi utili e necessari non solo alla ricostruzione, ma anche alla manutenzione. Il clima è cambiato. La Sicilia è diventata un’isola tropicale. E secondo gli esperti dobbiamo aspettarci dei mini uragani.

E di questi fenomeni ne vedremo sempre di più e sempre più spesso. Non possiamo solo ricevere un’allerta rossa e attendere con ansia un nubifragio. Non possiamo più vedere Palermo sommersa dall’acqua. Non possiamo più veder cedere colline e montagne. Non possiamo più pensare che gente a casa propria, riunita per cenare, perda la vita così. Nelle Madonie abbiamo raccontato dei disastri causati alla viabilità. Un territorio già martoriato riceve il colpo di grazia. Saranno difficili i collegamenti tra i vari borghi e questo non farà di certo bene all’economia del territorio.

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