Tragedia in Val di Susa, scivola in un crepaccio: perde la vita un giovane originario di Gangi

Redazione

Cronaca

Tragedia in Val di Susa, scivola in un crepaccio: perde la vita un giovane originario di Gangi

Tragedia in Val di Susa, scivola in un crepaccio: perde la vita un giovane originario di Gangi
07 Gennaio 2019 - 16:47

Le ricerche erano in corso da ieri, da quando non si avevano notizie di due ragazzi, dispersi a Punta Cristalleria, sul lato verso val di Susa. Alberto Miserendino, fotografo di 22 anni di Giaveno, ma originario di Gangi e Gabriele Boetti, ventinovenne di Torino non davano loro notizie da sabato pomeriggio e i genitori ne avevano denunciato la scomparsa nella notte tra sabato e domenica. Probabilmente sono precipitati nella giornata di ieri dalla cima, decedendo sul colpo.

I soccorritori hanno trovato la loro macchina non lontano dall’attacco del sentiero che porta a punta Cristalliera e al lago del Laux, dalla parte della val Chisone. Un percorso non difficile ma evidentemente con lunghi tratti ghiacciati in questo periodo. Probabile che i due ragazzi siano scivolati, precipitando. Le ricerche sono scattate già ieri mattina, poi questa mattina alle 6,30 si è alzata in volo l’eliambulanza del 118.

Vigili del fuoco con l’elicottero Drago, croce rossa, soccorso alpino e carabinieri hanno organizzato il campo base all’hotel Pracatinat. I corpi dei due escursionisti dispersi sono stati individuati poco prima delle 9. Ora le squadre sono impegnate nelle operazioni di recupero. “Non erano ragazzi imprudenti. La montagna era la loro grande passione e la conoscevano bene”, dicono ora gli amici di Miserendino e Boetti. Miserendino, 22 anni, abitava a Giaveno con due fratelli più piccoli e una sorella più grande. Faceva il fotografo e per un lungo periodo ha lavorato anche con Antonio Nunziante, un artista della Val Susa. Iscritto al Cai di Giaveno, faceva parte del gruppo speleologico. “Le foto e le vette erano la sua vita”, continuano gli amici.

Boetti, torinese di 29 anni, lavorava in un’azienda d’informatica. “Da adolescente giocava a basket ed era spesso ai campetti – dice chi lo conosceva bene – Poi la sua priorità è diventata la montagna e appena aveva un momento libero partiva, anche da solo”.

Fonte Repubblica.it

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