Una riforma per la protezione della fauna selvatica: ci sono anche le Madonie

Redazione

Cronaca - La proposta

Una riforma per la protezione della fauna selvatica: ci sono anche le Madonie
Una riforma radicale della legge sulla fauna selvatica per affrontare un problema fuori controllo

Una riforma per la protezione della fauna selvatica: ci sono anche le Madonie

19 Maggio 2019 - 13:57

Una riforma radicale della legge sulla fauna selvatica per affrontare concretamente un problema ormai fuori controllo, tra danni milionari ad agricoltura e ambiente, rischio malattie, incidenti stradali sempre più frequenti e minacce alla sicurezza dei cittadini anche nelle aree urbane. Adesso arriva anche al Governo regionale, la proposta di riforma della Legge 157/92 norme per la Protezione della fauna selvatica, elaborata dalla Confederazione Italiana degli Agricoltori, con la consegna del documento all’assessore all’Agricoltura Edy Bandiera.

All’incontro, in concomitanza con altre iniziative programmate regione per regione, erano presenti Giuseppe Di Silvestro e Graziano Scardino, rispettivamente presidente e direttore della Cia Sicilia Orientale, Salvino Nasello, vice presidente Cia Sicilia Occidentale, Enzo Aglieco, direttore Cia Sicilia Sud-Est, Antonio e Giovanni Vena, Cia Alte Madonie, oltre a sindaco e assessore del comune di Nicosia, Luigi Bonelli e Gianfranco Castrogiovanni, in rappresentanza delle tante comunità, cittadini, produttori e allevatori, alle prese ogni giorno con un fenomeno diventato un’emergenza. “L’iniziativa che oggi la Cia mette in campo parte da un dato nazionale: negli ultimi dieci anni la crescita degli ungulati, cinghiali fra tutti e ibridi è passata da 900 mila ad oltre 1 milione 900 mila con un incremento del +111%”, ha commentato il presidente Di Silvestro.

“Il numero degli animali selvatici è triplicato negli ultimi anni e il fattore sanitario non è da sottovalutare: noi allevatori abbiamo aderito ai piani di risanamento imposti dalla legge e i nostri animali sono tutti indenni da malattie ma il rischio di trasmissione di patologie c’è. Noi come Cia lanciamo il nostro allarme”, ha aggiunto il vice presidente Sicilia Occidentale Salvino Nasello. “Abbiamo sentito il dovere di dare forza al disegno di legge con la nostra presenza qui nel nostro territorio. I danni sono spaventosi, non abbiamo più diritto alle nostre proprietà, abbiamo bisogno di un intervento serio da parte delle istituzioni”, ha sottolineato Antonio Vena, Cia Alte Madonie.

Secondo Cia, la finalità di fondo, indicata già nel titolo della legge, deve essere modificata passando dal principio di protezione a quello di gestione della fauna selvatica. Se la legge del 1992 si focalizzava sulla conservazione della fauna, in quegli anni a rischio di estinzione per molte specie caratteristiche dei nostri territori, oggi la situazione si è ribaltata, con alcune specie in sovrannumero o addirittura infestanti. L’esempio più lampante riguarda i cinghiali, responsabili dell’80% dei danni all’agricoltura: si è passati da una popolazione di 50 mila capi in Italia nel 1980, ai 900 mila nel 2010 fino ad arrivare a quasi 2 milioni nel 2019. È del tutto evidente, quindi, che bisogna tornare a carichi sostenibili delle specie animali, in equilibrio tra loro e compatibili con le caratteristiche ambientali, ma anche produttive e turistiche, dei diversi territori.

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