Studenti non votanti, la protesta dei fuori sede

Michele Ferraro

Cronaca - Elezioni

Studenti non votanti, la protesta dei fuori sede
#vogliovotarefuorisede: la fotopetizione lanciata dall'UDU per introdurre anche in Italia il voto fuorisede, per corrispondenza o anche on line come accade in Estonia

Studenti non votanti, la protesta dei fuori sede

26 Maggio 2019 - 18:00

Sono in migliaia, decine di migliaia, i giovani italiani che ad ogni tornata elettorale si trovano costretti a rinunciare al loro diritto di voto. Perchè? perchè sono studenti furori sede, spesso a migliaia di chilometri di distanza da casa dove per ovvie regione, anche di ordine fiscale, mantengono la loro residenza.

Giovani ombre della democrazia a cui è inibito il diritto alla partecipazione. Un problema vissuto anche dai tantissimi studenti universitari siciliani che, sempre più numerosi, si trasferiscono al nord per completare il percorso di studi.

Se ne parla da tempo ma l’argomento, ma destra a sinistra, dagli ambienti europeisti a quelli sovranisti, non sembra appassionare nessuno, se non i diretti interessati.

Per rilanciare il problema l’UDU (Unione degli Universitari” ha lanciato una fotopetizione che sta inondando i social proprio nel giorno del voto per le elezioni europee.

“Da anni denunciamo la situazione degli studenti fuorisede – si legge in una nota a firma della storica associazione studentesca – Sono circa 400.000 giovani che studiano in una città diversa dalla propria città di residenza e, nonostante le tariffe scontate per il trasporto pubblico, i prezzi per tornare a casa a votare molto spesso restano proibitivi, soprattutto per chi viaggia in aereo.”

A questo fattore di difficoltà se ne aggiunge un altro – aggiunge l’UDU – ovvero la lunga durata dei viaggi, che spesso impedisce il raggiungimento della città di residenza a causa delle attività e degli impegni (didattici o di lavoro, considerando l’alto tasso di studenti lavoratori) nella città di studio”.

“In altri paesi europei esistono forme di voto fuorisede o voto per corrispondenza, addirittura in Estonia quest’anno si è votato online. Pretendiamo che altrettanto nel nostro paese si tuteli il diritto di voto per tutti, compresi studenti e lavoratori fuorisede. Siamo arrivati al paradosso per cui esiste la forma di voto per corrispondenza per gli italiani all’estero ma non per chi si sposta all’interno dei confini nazionali. Si parla spesso della distanza dei giovani dalla politica, eppure non si garantisce loro neanche la reale garanzia di poter esercitare il diritto di voto. Questo governo deve assumersi le proprie responsabilità dell’ennesima promessa non mantenuta, e procedere immediatamente con una modifica della legge elettorale per risolvere questo annoso problema. Siamo stanchi di questa situazione, vogliamo votare fuorisede!”.

 

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