Cronaca

“A cursa ri Santi” continua grazie alla presenza di tanti giovani – LE FOTO

Il caldo non ha fermato quei ragazzi che hanno sfidato le temperature estreme per portare avanti una delle processioni più sentite a Gangi.  La festa dello Spirito Santo di quest’anno, infatti, è nel segno di quei ragazzi che continuano ad esserci per portare avanti la tradizione e non farla perdere nella memoria storica. Alcuni rientrano dai loro luoghi di studio o di lavoro, magari fuori dalla Sicilia, solo per prendere parte a questa festa.

Anche quet’anno grande partecipazione. Con la presenza, a parte delle autorità civili, militari e religiose, di molti turisti provenienti soprattutto da Argentina e Germania. Tanti i post sui social dei ragazzi che non sono potuti rientrare nel borgo madonita e hanno manifestato il loro rammarico per non poterci essere. Gangi, dunque, continua a portare avanti la tradizione del culto plurisecolare verso la terza figura della Trinità. E qui c’è l’unico santuario in Italia dedicato alla Spirito Santo.

Immutato e ormai consolidato il percorso della processione che si è snodato dalla chiesa Madre, posta nella parte alta dell’abitato, per raggiungere le pendici del Monte Marone, dove si trova il Santuario dedicato allo Spirito Santo. Nel suo incedere lento, in un profondo percorso di fede e raccoglimento, il corteo sacro ha mostrato ancora una volta la sua unicità, caratterizzata per il numero di simulacri trasportati a spalla dai fedeli, quest’anno soprattutto giovani. Quaranta statue, vere e proprie opere d’arte, raffiguranti i principali Santi, frutto della preziosa manifattura di artisti siciliani. Opere in legno intagliate e scolpite molte delle quali realizzate dallo scultore Filippo Quattrocchi (1734-1818).

Poi davanti al sacrato del Santuario, la tradizionale “a cursa e i miracula di santi”. I fedeli, con sulle spalle i pesanti simulacri, hanno iniziato una corsa, un veloce andirivieni (per tre volte) inneggiando allo Spirito Santo. Uno spettacolo unico per la fatica dei portatori, per il numero dei simulacri e per il rituale durante la corsa dei “Santi”. E anche quest’anno non è mancato il tradizionale appuntamento dei ragazzi che avevano trasportato i simulacri nello spiazzale del Santuario per riportare in chiesa San Cataldo. Leggenda vuole che il Santo non voglia salire a bordo del camion, ma voglia tornare a piedi in chiesa. Allora i ragazzi, nonostante siano stanchi per aver trasportato le altre statue, indossano una maglia verde, il colore della confraternita di San Cataldo, e aiutano i confratelli a riportate il Santo a casa. Fanno una catena umana e risalgono velocissimi a San Cataldo. Uno spettacolo unico.

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