Inaugurata la nuova e innovativa sezione del museo archeologico Naselli

Redazione

Cronaca - Gangi

Inaugurata la nuova e innovativa sezione del museo archeologico Naselli
Ospitato nell’antico e prestigioso palazzo Sgadari.

Inaugurata la nuova e innovativa sezione del museo archeologico Naselli

03 Agosto 2019 - 13:33

Si arricchisce di nuove ed innovative sale espositive il museo archeologico di Gangi, dedicato a Santo Naselli, ospitato nell’antico e prestigioso palazzo Sgadari. A tenere a battesimo la nuova esposizione, curata nell’allestimento dall’associazione Artec (arte archeologia e cultura), la soprintendente ai Beni culturali di Palermo Lina Bellanca, il responsabile dei beni archeologici della soprintendenza di Palermo Stefano Vassallo e l’archeologa della soprintendenza di Palermo Rosa Maria Cucco. A fare gli onori di casa il sindaco di Gangi, Francesco Migliazzo e i l commissario straordinario, con poteri del consiglio comunale, Giovanni Impastato. Per Artec presente Dario Scarpati, Mina Raimondo, Barbara Farinella e Santino Ferraro.

Il sindaco di Gangi Francesco Migliazzo dopo aver ringraziato chi ha permesso la realizzazione di questo “Scrigno e custode di cultura”, ha ricostruito la storia del Museo voluto da Santi Nasello e Santo Ferraro, un luogo che è servito a custodire i reperti archeologici trovati a Monte Alburchia, (la prima campagna di scavi risale al 1952) ma anche in altre zone del territorio gangitano. Per il commissario Giovanni Impastato “questo museo è un tesoro che implementa l’offerta culturale gangitana”.

“Un museo che è una narrazione del territorio – per la soprintendente ai Beni culturali di Palermo Lina Bellanca – un evoluzione del rapporto tra museo e territorio”. L’archeologa della soprintendenza di Palermo Rosa Maria Cucco ha voluto sottolineare l’importanza di Gangi sin dalla preistoria “un luogo di incontro, scambio e innovazione”. A caratterizzare le nuove sale espositive la possibilità di fruire del museo con tre approcci, quello di primo livello per chi non ha molte conoscenze in materia, una fruizione attraverso smartphone e tablet e infine quella rivolta agli esperti con schede di approfondimenti e foto di ogni oggetto custodito nelle sale espositive.

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