Consumo di droga fra i giovani: scuola e famiglia devono combattere insieme

Marianna Lo Pizzo

Cronaca - Gangi

Consumo di droga fra i giovani: scuola e famiglia devono combattere insieme
Ieri mattina l'incontro presso l'auditorium dell'Istituto Giuseppe Salerno

Consumo di droga fra i giovani: scuola e famiglia devono combattere insieme

10 Settembre 2019 - 10:40

Vecchie e nuove dipendenze, droga ma non solo, guardarle in faccia e chiamarle per nome è necessario. Crack, eroina, cocaina, ecstasy, metanfetamine, fentanyl, alcool ma non solo, anche le dipendenze da videogame, slot machine. Miscele chimiche  e altre dipendenze che annientano ogni possibilità di godersi la vita, gioie e dolori inclusi, e che colpiscono con particolare frequenza quella delicata zona di transito tra adolescenza e maturità. Il luogo della parola sostituito da “Fortnite”, i silenzi non affrontati perché è più facile specchiarsi in un mondo edulcorato. Il silenzio è rotto dalle testimonianze rilasciate ieri mattina presso l’auditorium dell’Istituto Giuseppe Salerno di Gangi, da Giacomo e Danilo, ragazzi siciliani della comunità Casa dei Giovani, ex tossicodipendenti, che hanno raccontato le loro storie davanti ad una platea di docenti, genitori e alunni. Di droga non si vive, di droga si muore, nel corpo e nello spirito. La differenza tra il vecchio e il nuovo mondo delle dipendenze affrontate con serietà e coraggio, nuovamente, dall’equipe della dottoressa Manuela Ferrara in collaborazione con l’Associazione “Nel Cuore delle Madonie” Onlus e dalla Proteo Fare Sapere Palermo in collaborazione con le istituzioni e le scuole, in una mattina di settembre.

È il lunedì che anticipa la prima campanella dell’anno. Molti silenzi attraversano la sala piena, alcuni alunni leggono brani di testimonianze da San Patrignano, un cortometraggio in cui parlano cinque uomini della comunità “Casa dei Giovani” viene proiettato in sala, tra gli sguardi attoniti di chi sta per affacciarsi alla vita con tutte le paure e le ansie dell’adolescenza. Adolescenza, un tempo dimenticato quando si diventa grandi, così il dottore Leonardo Seidita, psicoterapeuta e psicodrammatista, operatore presso la “Casa dei Giovani” di Bagheria, lancia un appello accorato al mondo degli adulti, chiamati ad ascoltare, ad aprirsi al dialogo, ad amare senza edulcorare.

Sono invece calorosi gli interventi di Biagio Sciortino, presidente nazionale Intercear, vice direttore “Casa dei Giovani” di Bagheria insieme a quello di Padre Salvatore Lo Bue, fondatore e direttore “Casa dei Giovani” di Bagheria. “Siate curiosi, chiedete quello che non comprendete, e parlate con chiunque pensiate possa aiutarvi”.  Una mano che chiede aiuto e un’altra tesa ad aiutare. Una rete che deve farsi parola, oltre la scuola,dentro le case, negli occhi e nell’orecchio del compagno di banco, dell’amica del cuore. Il vuoto che si colma con l’amore, con la possibilità di farcela, di dire no quando dire sì sarebbe più facile. “Urgente – ribadisce Manuela Ferrara – continuare a parlarne ovunque. Urgente andare oltre i tabù e i pregiudizi. La tossicodipendenza sulle Madonie rimane una delle emergenze più gravi, ma maggiormente sommersa e difficile da affrontare e da trattare, vista anche la carenza di servizi dedicati”. Proprio per questo, Manuela Ferrara, con Biagio Sciortino e gli esponenti delle amministrazioni di Bompietro e Castellana Sicula, si sono dati appuntamento alla prossima settimana, con l’intenzione di coinvolgere anche le altre amministrazioni, in un tavolo tecnico che progetterà uno sportello sulle Alte Madonie.

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