Cronaca

Unione dei Comuni delle Madonie e coordinamento Zfm: volano “gli stracci”

Una lunga lettera di “fuoco” firmata da Pietro Macaluso, presidente dell’Unione dei comuni delle Madonie e sindaco di Petralia Soprana rimand al mittente l’invito fatto dal coordinamento regionale delle Zone Franche Montane a partecipare al sit-in che era previsto per oggi. “Nel corso dello scorso incontro – scrive Macaluso – tutti gli amministratori intervenuti hanno convenuto sulla necessità di introdurre nella discussione sul processo di riconoscimento delle Zfm, sulla cui validità ed opportunità, vi è un apprezzamento unanime, ma sono necessari alcuni cambi di passo”.

E Macaluso li elenca punto per punto. “Abbiamo chiesto al coordinamento di introdurre elementi di maggiore condivisione sui contenuti elaborati e sulla necessità di coinvolgere le istituzioni locali – dice Macaluso – ma soprattutto una maggiore consapevolezza e di un pieno apprezzamento in ordine alle elaborazioni ed alle scelte contenute nella Snai ed al documento redatto dall’Area Interna Madonie Madonie Resilienti: laboratorio di futuro. Maggiore consapevolezza dal momento che grazie alla Snai, per la prima volta, si è data la possibilità ai territori di interloquire –alla pari – con i livelli regionali e nazionali e di intervenire nella cosiddetta area dei servizi di
cittadinanza (sanità, viabilità, istruzione e reti digitali), da sempre esclusa dalle politiche di sviluppo territoriali e di sancire il principio della necessità di avere strumenti e politiche attente ai luoghi dell’economia ed ai territori”.

Ma c’è di più: “Il coordinamento regionale dovrenne riconoscere l’Unione dei comuni “Madonie” e il suo ruolo, quale soggetto che, è riuscito a mettere attorno al tavolo, 16 comuni ai quali, da poco si è aggiunto il comune di Geraci Siculo – scrive Macaluso – e che rappresenta per i principi federativi adottati, per le funzioni ad essa trasferite dai comuni aderenti e per le nuove modalità organizzative della quale si è già dotata una novità assoluta nel panorama nazionale. Su queste richieste si continua ad assistere ad un assordante silenzio da parte del coordinamento
delle Zfm e ciò ci dispiace e ci amareggia”.

Secondo Macaluso, “il coordinamento non comprenda appieno che lo strumento Zfm, potrà funzionare solo se inserito in una cornice normativa più ampia qual è appunto quella della Snai, peraltro già in vigore e che recentemente è stata recepita anche dall’Unione Europea sia in termini di approccio da seguire per il prossimo ciclo programmatorio 2021-2027 che di leva finanziaria, assegnando alla Snai il 5% delle risorse del Fesr, ovvero per il nostro Paese circa 1,2 miliardi di euro. Siamo amareggiati, perché in questi anni di incontri, di elaborazioni condivise e di duro confronto con i livelli regionali e nazionali, non abbiamo mai registrato una presa di posizione favorevole del Coordinamento sulla Snai, anzi, abbiamo spesso, troppo spesso, dovuto fare i conti con le prese di posizioni e le denuncie del Coordinatore regionale del comitato Zfm, contro la Snai e l’Unione. Denuncie ed esposti, che si sono sempre dimostrati inesistenti ma che hanno prodotto ritardi dei tempi di attuazione della Snai e della sottoscrizione dell’Apq Madonie”.

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