Cronaca

Zone Franche Montane, giorni decisivi: “Ma servono altre iniziative istituzionali”

“La recente approvazione del Disegno di Legge sull’istituzione delle Zone Franche Montane da parte della Commissione Attività produttive all’Ars rappresenta una novità incoraggiante, che rimette in gioco in chiave positiva i rapporti e l’interlocuzione tra istituzioni politiche e mondo sindacale”. Con queste parole Salvatore Bivona, presidente regionale della Confederazione Italiana Esercenti Commercianti, commenta il passo avanti compiuto in direzione dell’approvazione definitiva del Ddl dedicato alle aree svantaggiate a rischio di desertificazione produttiva e spopolamento.

Secondo il presidente della Cidec Sicilia – entrata nei mesi scorsi a fare parte del Comitato promotore per l’istituzione delle Zone Franche Montane, guidato da Vincenzo Lapunzina – a rivelarsi di fondamentale importanza nel percorso che ha condotto alle porte dell’approvazione del Ddl, sarebbe stata la sinergia determinatasi tra sindacato dei lavoratori, organizzazioni datoriali e associazionismo. “Appare chiaro che, quando si tratta di sollecitare azioni a difesa dell’economia, dell’occupazione e delle piccole e medie imprese – afferma Bivona – gli obiettivi del sindacato datoriale collimano con quelli delle sigle che difendono i lavoratori: ecco perché, in questa fase così delicata per la Sicilia, tutti noi abbiamo il dovere di unire le forze e orientare la politica ad agire per il bene comune”.

“Chiaro che, se non supportate da altre iniziative istituzionali – conclude – neppure le Zfm potranno risollevare le sorti dell’economia isolana, tuttavia esse rappresentano una condizione imprescindibile per programmare lo sviluppo ed evitare il progressivo svuotamento delle aree di montagna dell’isola, che posseggono risorse paesaggistiche, turistiche, culturali e monumentali di inestimabile valore”.

“L’Istituzione delle Zone Franche Montane e le compensazioni statali per l’insularità sono due traguardi raggiungibili dall’Assemblea regionale siciliana già nei prossimi giorni – dice Vincenzo Figuccia, deputato regionale dell’Udc – Mi sono speso per mesi per sollecitare il parlamento regionale a legiferare su questi temi, che sono fondamentali per lo sviluppo economico di territori come ad esempio le Madonie e per superare le storture che vogliono la Sicilia emarginata dal resto d’Italia come succede in particolare con il caro voli. Abbiamo davanti occasioni importanti per dare risposte ai siciliani. Sulle Zfm si può finalmente impegnare il parlamento nazionale con una legge voto che riconosca sgravi fiscali e contributivi nelle zone montane della Sicilia, che pagano più di tutti l’isolamento e lo spopolamento. Mentre sull’insularità si può finalmente dare esecuzione allo Statuto siciliano che prevede misure compensative per rendere la nostra Isola in posizione paritaria rispetto al resto delle regioni continentali del Paese”.

Sulla vicenda è intervenuto anche Vincenzo Lapunzina, coordinatore regionale del comitato pro Zfm: “Istituire le Zone Franche Montane in Sicilia è diventata una priorità – dichiara Vincenzo Lapunzina – le Istituzioni regionali hanno dimostrato di avere grande sensibilità e coraggio a legiferare in tal senso”. Oggi pomeriggio inizierà la discussione a Sala d’Ercole dopo che il Ddl è stato licenziato favorevolmente dalle Commissioni Attività Produttive e Bilancio. “Il Disegno di Legge che il Parlamento siciliano si appresta ad approvare – afferma Lapunzina, anche a nome dei sindaci – costituisce una della più alte manifestazioni del rapporto tra le comunità e la politica.Con questa iniziativa politica, – continua – d’impulso esclusivamente legislativo, si sono esplorati i problemi dei territori montani della Sicilia e per la prima volta si formulano proposte nel solco delle previsioni statutarie”.

Gli effetti della Legge sulle Zone Franche Montane si riperquoteranno positivamente sull’intero territorio siciliano e questo strumento avvierà, finalmente, una nuova stagione nei rapporti tra la Regione e lo Stato. “A tal proposito – conclude il coordinatore – ribadiamo la richiesta ai Deputati di non emendare, nel corso dei lavori d’Aula, il testo approvato dalle Commissioni. È una scelta politicamente forte, in certi casi elettoralmente scomoda, ma che licenzierà un testo credibile nei confronti dello Stato, a cui chiederemo con determinazione lealtà nei confronti della Sicilia. Siate coraggiosi”.

La proposta legislativa elaborata dal Comitato è difatto rivolta ai comuni incastonati oltre 500 metri d’altezza, dove vivono 499.344 resilienti, 28.836 operatori economici e 17.223 aziende agricole che si estendono in circa il 25% di territorio dell’Isola dove urge bloccare l’emoraggia di emigrazione di giovani per invertire la tendenza prima che si trasformi in un’altra emergenza. Sono numeri preoccupanti, portati all’attenzione delle Istituzioni regionali, tali da indurre il presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè, e l’intero Parlamento regionale a legiferare a favore delle zone di montagna.

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