Caso sospetto di coronavirus a Palermo: ora scatta la psicosi

Roberto Chifari

Regione - Scattate le procedure di emergenza

Caso sospetto di coronavirus a Palermo: ora scatta la psicosi
Ma per avere una risposta sul caso del cinese, bisognerà attendere almeno una settimana

Caso sospetto di coronavirus a Palermo: ora scatta la psicosi

31 Gennaio 2020 - 15:53

Coronavirus anche Palermo? Un caso ospetto è stato annunciato a Palermo. Un turista cinese, che alloggia in un albergo del centro storico per una visita nel capoluogo, è stato trasportato d’urgenza in ospedale per verifiche. L’uomo alloggia a due passi dalla Cattedrale di Palermo. Questa mattina ha manifestato i primi sintomi dell’influenza: febbre e raffreddore. Non è chiaro quali altri sintomi avesse avvertito e sulla notizia sono necessari maggiori conferme per non creare allarmismi, ma tant’è che è stato necessario allertare il numero unico di emergenza europea 112.

Il trasporto è stato fatto in maniera celere, i sanitari sono andati a prelevarlo in albergo con un’ambulanza dedicata. L’uomo è stato accolto in una stanza di isolamento nel reparto di malattie infettive e i medici che lo stanno visitando sono protetti per evitare qualunque forma di contagio. Adesso saranno le analisi, inviate ai laboratori del Policlinico di Palermo, a confermare se si tratta dello stesso virus che sta seminando il panico in Cina, oppure è un semplice raffreddore. Si attende una risposta ufficiale che confermi oppure smentisca il caso sospetto di Coronavirus. Attualmente i casi, confermati personalmente dal premier Giuseppe Conte, si sono registrati solamente a Roma. Si tratta di turisti cinesi che adesso sono in isolamento allo Spallanzani.

In questo momento l’ospedale Cervello ha attivato tutte le procedure di emergenza e sono state contattate anche le persone che erano a bordo dell’aeromobile. Nei giorni scorsi l’assessorato alla Salute della Regione ha voluto organizzare un vertice dedicato al Coronavirus. Per prima cosa è stata effettuata una ricognizione dei reparti di malattie infettive presenti in Sicilia e dotati di posti letto con isolamento respiratorio. Una misura indispensabile per ridurre al minimo le ipotesi di contagio nel caso in cui dovesse accertarsi un caso di infezione nell’isola. “Ad oggi in Sicilia non si registrano casi, nemmeno sospetti, riconducibili al Coronavirus – affermava l’assessore Ruggero Razza appena qualche giorno fa al termine del vertice – L’assessorato della Salute, tuttavia, ha già predisposto un piano che coinvolge le Aziende del Servizio sanitario regionale, il 118 ed i medici di medicina generale attraverso una procedura dedicata che in caso di necessità verrebbe immediatamente attivata. Un caso sospetto si può certamente controllare, il panico no”.

Dello stesso avviso il professore Antonio Cascio, ordinario di Malattie Infettive dell’Ateneo di Palermo. “Da studi recentissimi sembrerebbe il nuovo coronavirus provenga da una ricombinazione di un coronavirus proveniente dai pipistrelli e di uno dei rettili e che da questi ultimi sarebbe passato all’uomo”. “Nel rispetto delle linee guida ministeriali e della direttiva regionale – ha spiegato il Direttore sanitario dell’Asp, Maurizio Montalbano – abbiamo predisposto tutte le iniziative volte a garantire la massima attenzione alla gestione di eventuali casi. C’è una continua interlocuzione con il professore Francesco Vitale, direttore del laboratorio di riferimento regionale (per la Sicilia occidentale, ndr) dell’Azienda Universitaria Ospedaliera Policlinico di Palermo, per monitorare in tempo reale qualunque nuovo evento che possa accadere”.

Ma per avere una risposta sul caso del cinese, bisognerà attendere almeno una settimana, stando a quello che dice il professore Francesco Vitale, direttore del laboratorio di riferimento regionale dell’Azienda Universitaria Ospedaliera Policlinico di Palermo, ad Insanitas: “Al momento i campioni prelevati dal paziente non sono arrivati. Siamo in attesa anche dei kit appositi per verificare se si tratta del coronavirus. Li abbiamo ordinati nei giorni scorsi e arriveranno entro la metà della prossima settimana. Intanto procederemo con altre verifiche al fine di verificare, come è altamente probabile, se i sintomi sono riferibili ad altri virus o ad una comune influenza”.

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