Cronaca

Due anni per il commissario del Parco: “Il bello deve ancora venire”

Riceviamo e pubblichiamo una lettera del commissario straordinario dell’Ente Parco delle Madonie Salvatore Caltagirone a due anni dal suo insediamento

“Tutti lo hanno sempre chiamato così: “Un Carrozzone”. Ma in realtà come il Grande Carro, è un punto di riferimento irrinunciabile da cui partire alla conoscenza di altre stelle, le “Madonie”. Sono trascorsi già due anni dal mio mandato di Commissario Straordinario di questo Ente Parco delle Madonie. Oggi più che mai, posso affermare di essere profondamente grato a questo Territorio che mi ha accolto e lusingato e che ogni giorno mi ricopre in maniera abbondante di attestati di stima che ricevo da parte di molti cittadini. Un compito non certamente facile il mio, se penso alla pregressa pesante situazione finanziaria dell’Ente, ai mancati progetti, ai finanziamenti persi e forse anche lo scarso entusiasmo da parte dei dipendenti. Ma nessuna realtà è mai così vera come essa appare, fino a quando non entri nell’animo di chi crede con forza che possa realizzarsi un “Cambiamento di Rotta”.

Ed è lì che allora che abbiamo operato, e continuiamo ad operare, per fare, creare, scoprire o forse solamente ri-scoprire il bello che la realtà madonita offre e racchiude inesorabilmente, come tesori resi sacri nel tempo.
Questo, è un territorio magico che ti plagia e ti conquista e ne rimani incantato fosse solo per quello che la Natura, a piene mani, offre. Il mio operato che deve andare oltre ogni immaginabile certezza, non può essere condizionato dalle semplici aspettative, né piegarsi alle frustrazioni di debole spessore, né soggiacere a malinconiche insoddisfazioni. Il ricevere da parte di questo Ente, è più del mio stesso dare e agire. La formula è semplice: bisogna creare un forte dialogo, aprirsi alle Comunità e dare ascolto, entrare nelle loro intime tradizioni per esaltarne le peculiarità. Bisogna collaborare con le Istituzioni per continuare a crescere e costruire, tassello dopo tassello, nuovi progetti, come tanti baluardi di speranza e di innovazione. Dunque valorizzare e non biasimare. Oggi, non mi sento, né preda né predatore, nè vittima né eroe.

Con umiltà cerco di andare oltre e sono fiero di quello che fino ad adesso “Siamo” stati in grado di produrre e realizzare, in questo meraviglioso Parco delle Madonie. Per questi motivi, guardo ancora al Futuro, come ad una stella del Grande Carro. Nel rinnovare il mio rispetto a tutte le Istituzioni, non posso tuttavia non affermare che, l’arte di governare sta anche nelle piccole cose e nei consolidati rapporti umani, in grado di trasmettere emozioni e dare il senso di “chi siamo noi” nei rapporti che condividiamo. Grazie Madonie”.

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