Cronaca

I commercianti scrivono: “Coronavirus impatto di inedita violenza”

Una lettera per chiedere al sindaco di Castelbuono Mario Cicero, quali azioni l’amministrazione madonita, intende porre in essere per fronteggiare questa grave crisi economica derivata dall’emergenza sanitaria. A scriverla i commercianti del “Centro Commerciale Naturale Castelbuono”.

“La sospensione delle attività per la quasi totalità dei soci del nostro Centro Commerciale Naturale, già prima che diventasse obbligatoria, quale atto di collaborazione al contenimento dell’emergenza sanitaria, non è stata ancora accompagnata da altrettanta determinazione e chiarezza da parte del Governo nazionale. Si è fatto riferimento a misure, quelle fino ad adesso emerse dalla stampa, di cui intuiamo la straordinarietà e la rilevanza, ma delle quali viviamo sulla nostra pelle l’urgenza, faticando a comprendere la reale portata e se potranno rivelarsi sufficienti ad attenuare un impatto già oggi di inedita violenza”.

“Nonostante siamo consapevoli che il nostro appello è da indirizzare soprattutto ai governi regionali e nazionali – si legge ancora nella missiva – il Centro commerciale naturale “Castelbuono” chiede all’amministrazione quali misure sta mettendo in campo per il contrasto di questa crisi ed invita la stessa a sollecitare, facendosi portavoce nei contesti sovracomunali più opportuni, l’ampia applicazione di  moratorie per le imprese dei contributi previdenziali, di tasse e imposte a partire da Marzo 2020;  sgravi contributivi per le imprese;  misure di sostegno alle famiglie e sussidi da destinare alle partite iva; attivazione della cassa integrazione in deroga specifica per tutto il settore del commercio;  rinvio dei termini e delle scadenze correlati a progetti di investimento finanziati con fondi di varia natura; ricollocazione delle somme ancora a disposizione della Regione Sicilia nei vari obiettivi tematici, da destinare
alle misure necessarie al rilancio del settore commerciale”.

“Siamo certi che lei, sindaco, comprenda bene la gravità della situazione, ulteriormente drammatica per gli esercenti locali – conclude la lettera – in considerazione dell’attuale inattività e dei sicuri tempi di inerzia necessari prima che si possa parlare, a livelli accettabili, di ripresa. La invitiamo ad intraprendere ogni determinazione possibile e a fornire una risposta pubblica alla presente che possa contribuire, almeno in parte, a rassicurare il comparto commerciale locale. Affinché, davvero, andrà tutto bene”.

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