Cronaca

I lavoratori stagionali scrivono a Conte e Musumeci: “Non dimenticateci”

Riceviamo e pubblichiamo la lettera scritta dai lavoratori stagionali e inviata al presidente del consiglio Giuseppe Conte e al presidente della Regione siciliana Nello Musumeci firmata dal portavoce Emanuele Basile.

Le scrivo in nome e per conto di tutti i lavoratori di categoria, nella mia qualità di portavoce per rappresentarLe la necessità di un aiuto e urgente chiarimento interpretativo in ordine alla applicabilità dell’articolo 29 del decreto-legge 17 marzo 2020 numero18, il cosiddetto “Cura-Italia” ai lavoratori stagionali. Ad oggi ci risulta che i lavoratori stagionali, assunti da aziende, il cui codice Ateco non risulta essere contemplato fra quelle attività economiche in tabella nella circolare Inps numero 49 del 30/03/2020, non abbiano ricevuto la somma prevista dell’articolo 29 del Decreto Cura Italia e cioè l’indennità di 600 euro. Si tratta, pertanto, di una indennità una tantum di 600 euro di cui beneficiano i lavoratori stagionali.

Il provvedimento costituisce, ed è bene riconoscerlo, un importante segnale di attenzione nei confronti di una platea di destinatari il cui livello di tutela è generalmente inferiore rispetto ad altre tipologie di rapporto di lavoro e proprio alla luce di questo non si comprende per quale motivo i lavoratori stagionali dovrebbero essere esclusi da tale beneficio previsto. Qualora la questione fosse solo interpretativa, ovvero non fosse chiara la platea dei destinatari del sussidio previsto, ad avviso ritengo gli stessi vanno individuati nel senso più ampio, come del resto suggerisce il tenore testuale della disposizione.

A parere dello scrivente è evidente che la norma è volta a tutelare le sorti dell’ingente numero di lavoratori stagionali del turismo che stanno vedendo le loro opportunità occupazionali azzerate a causa del crollo della domanda turistica derivante dall’emergenza epidemiologica in corso, a prescindere dalla forma di impiego. In tale prospettiva, si tratta di una misura che deve avere carattere generale e che quindi deve tutelare indiscriminatamente ed in modo paritario tutti i lavoratori stagionali del settore turismo. Si ricorda che i suddetti lavoratori stagionali, nel periodo dell’emergenza Covid-19, hanno attinto a proprie risorse economiche attraverso gli strumenti degli ammortizzatori sociali, di cui erano in possesso, per un periodo limitato.

L’altro punto che ci preme dirLe riguarda la Naspi, auspichiamo nel merito anche un intervento al riguardo, che ad oggi non risulta essere uno strumento idoneo in grado ad assicurare una copertura economica adeguata al momento storico che stiamo vivendo e il ripristino del vecchio ammortizzatore sociale l’Aspi. In tal senso volevo porre e chiedere degli interventi in politica del lavoro, sia regionali che nazionali, efficienti e delle misure per la nostra categoria di lavoratori stagionali per il periodo 2020/2021, fino alla normale ripresa economica. Le misure che potrebbero essere sono: Naspi in deroga per detto periodo; i giorni dall’entrata in vigore del decreto Cura Italia fino alla stagione marzo 2021 non devono essere decurtati dalla Naspi che abbiamo maturato; esonero dei contributi a carico dei datori di lavoro che in questo periodo 2020/2021 instaurano rapporti di lavoro con i lavoratori stagionali.
Non credo di esagerare nel rappresentarLe il timore che in questo momento particolarmente difficile, disparità del genere possano sfociare in vere e proprie situazioni di allarme sociale, che se non risolte potranno solo inasprire gli animi dei lavoratori stessi.

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