Un frate, una ragazzina miracolosa, un assassino: il libro di Gabriele Bonafede a Pollina

Redazione

Cronaca - Presso l'agriturismo La Manna di Zabbra

Un frate, una ragazzina miracolosa, un assassino: il libro di Gabriele Bonafede a Pollina
Un “giallo storico”, dove la difficile ricerca dell’assassino prende una piega inaspettata

Un frate, una ragazzina miracolosa, un assassino: il libro di Gabriele Bonafede a Pollina

29 Luglio 2020 - 20:07

“Il Frate e la Rosa all’Agriturismo”, è il romanzo di Gabriele Bonafede che sarà presentato a Pollina il prossimo 31 Luglio alle 19. Alla presentazione che si terrà presso l’Agriturismo “La Manna di Zabbra” (per info www.lamannadizabbra.com), interverranno oltre all’autore, Marzia Snaiderbaur, Stefania Sperandeo e Antonio Riolo.

Un frate di origine africana e una ragazzina miracolosa arrivano a Palermo in una giornata particolarmente afosa. Sembrano usciti dal passato o da un altro mondo. Ne succedono di tutti i colori. Lo si può definire un “giallo storico”, dove la difficile ricerca dell’assassino prende una piega inaspettata, portando investigatori, protagonisti e personaggi in un mondo quasi surreale fatto di ricordi impossibili, di secoli passati, di nodi irrisolti tra memoria, presente e futuro. È soprattutto un viaggio goliardico e mistico al tempo stesso attraverso Palermo e, di riflesso, l’Italia. Un Paese che presto sarà travolto dalla pandemia del 2020 nel bel mezzo di bufale e correlate follie collettive.

“I festeggiamenti per la Santuzza quest’anno sono in versione ridotta – spiega Gabriele Bonafede – a causa della pandemia di coronavirus. E dunque vorrei lanciare una nuova idea per future edizioni del Festino: non solo spettacoli ma anche eventi legati alla letteratura sulla storia di Palermo. Insomma, per il futuro, anche un “Festino Letterario” che accompagni le tipiche manifestazioni di piazza e gli spettacoli nei giorni precedenti al 14-15 luglio. Che sia di riflessione sulla storia, le tradizioni, i temi storici, architettonici, culturali e religiosi della nostra città. Tanto più partendo da questo mio nuovo racconto che, parlando in qualche modo di San Benedetto il Moro e Santa Rosalia, è una riflessione su temi attuali: le reazioni sociali alle epidemie, le difficoltà di vivere in epoche dove l’informazione ha evidenti problemi, l’autocritica sulla società del XXI secolo e molto altro. Il tutto con il massimo dell’ironia. Non è un romanzo “pesante”, nonostante i temi, anzi. Chi lo ha letto lo ha trovato molto divertente”. E sulla scelta di Pollina per la presentazione risponde: “Perché a Pollina? Perché uno dei personaggi (assolutamente fantasioso) è pollinese. E anche se non è uno dei protagonisti principali, ha un ruolo particolare nel corso del racconto”.

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