Gangi piange la seconda vittima del Covid, se ne va lo “Zio Ciccio”

Michele Ferraro

Cronaca - Coronavirus

Gangi piange la seconda vittima del Covid, se ne va lo “Zio Ciccio”
Era ricoverato da diversi giorni nel reparto Covid dell'Ospedale Civico di Palermo

Gangi piange la seconda vittima del Covid, se ne va lo “Zio Ciccio”

17 Novembre 2020 - 11:26

Gangi piange la seconda vittima portata via dal Covid-19. Dopo la scomparsa, pochi giorni fa, della signora Giuseppa Salvo ieri è giunta la triste notizia della morte di “Ciccio”, lo “Zio Ciccio” per i più giovani. Così era conosciuto da tutti in paese Francesco Vazzano, raffinato artigiano, titolare da più di mezzo secolo di una bottega dove ha lavorato il ferro che decora finestre e balconi di gran parte del borgo madonita. Era ricoverato da diversi giorni nel reparto Covid dell’Ospedale Civico di Palermo. Centinaia le testimonianze di affetto e di stima che, da ogni parte, arrivano in queste ore ai familiari per la tragica perdita di uno dei cittadini più noti ed amati di Gangi. Foto Natale Sottile

Il ricordo del direttore

Lo Zio Ciccio non c’è più ed a Gangi, improvvisamente, ci ritroviamo tutti un po’ più poveri. A dirla tutta anche più impauriti perché se questo infame virus è riuscito a strappar via alla vita anche lui (perfino lui!) allora – mi scuseranno i lettori – deve essere davvero un pericoloso bastardo. Non lo avrebbe buttato giù neanche un leone allo Zio Ciccio, invece se lo è portato via un microscopico parassita che ti toglie il respiro. Rimarrà nei ricordi di tutti la sua stazza imponente, la sua voce inconfondibile, la straordinaria forza e l’innata eleganza. Rimarrà soprattutto il ricordo della sua giovialità, della sua risata contagiosa. La battuta pronta come il rimprovero. Una carezza in un pugno, un’energica pacca sulla spalla che adesso mancherà, terribilmente.

sbuffa
colpisci
batti e ribatti
assottiglia tra incudine e martello
la lamella sottile della morte
storcila
curvala
piegala e ripiegala
fanne un fiore
un tormento
uno scherzo beffardo agli uomini
una pacca alla spalla di dio
tuona
stritola
ridi e sorridi
gira come una trottola
e riportami gli zoccoli
e i ferri della fortuna
le spade
le ruote di ferro
affondami
nel mio tempo bambino
quando il respiro sapeva
di forgia e castagne

in memoria; santi fleb

 

 

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