Cronaca

Zone Franche Montane, il sit-in con 60 sindaci ad Irosa

Con un partecipatissimo incontro che si è tenuto ieri allo svincolo di Irosa, il comitato ha riavviato le iniziative di sensibilizzazione della deputazione di Camera e Senato eletta in Sicilia affinché vengano esitate a strettissimo giro, dai due rami del Parlamento, le disposizioni concernenti l’istituzione delle Zone Franche Montane di Sicilia. Disposizioni approvate all’unanimità dall’ARS il 17 dicembre 2019.

Attualmente la legge è ferma alla sesta Commissione finanze tesoro del Senato, presieduta dal senatore abruzzese Luciano D’Alfonso, a causa della crisi di governo in atto. Il 26 gennaio la seduta della commissione, con all’ordine del giorno la fiscalità di sviluppo da destinare alle terre alte di Sicilia, è stata rinviata immediatamente dopo le dimissioni del presidente Conte.

Ieri, domenica 8 febbraio, al presidio di Irosa hanno partecipato 60 fra sindaci e amministratori provenienti da tutta la Sicilia, erano rappresentate tutte le aree di montagna dell’Isola, compreso quelli all’interno del perimetro dei quattro Parchi siciliani. Presente anche l’Anci Sicilia, Leoluca Orlando ha delegato il vice presidente Antonio Rini in rappresentanza. Presenti anche la deputata dell’Ars Angela Foti, il senatore Fabrizio Trentacoste e l’eurodeputata Annalisa Tardino. Unanime la determinazione di contribuire a rivendicare il diritto di residenza nei luoghi natii e di rimanere al fianco del comitato promotore in questa battaglia di civiltà.

«I territori di montagna avranno la loro ripresa sociale in presenza di tre fattori: – afferma il Comitato pro ZFM in Sicilia – la normalizzazione sanitaria, finanziaria/economica e la fiscalità di sviluppo».

«In merito al terzo fattore, vitale per i resilienti le montagne siciliane, è determinante la definizione dei rapporti finanziari tra lo Stato e la Regione Siciliana – continuano dal presidio – che risiedono nell’operatività della Commissione Paritetica. A tal proposito chiederemo ai presidenti della Regione e dell’ARS, di concerto con i sindaci dei 133 Comuni interessati alla norma, di potere partecipare alla nomina di uno dei componenti siciliani della Commissione. Nomina che dovrà avvenire in concomitanza con la formazione del nuovo governo».

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