Questione rifiuti, maggioranza e opposizione “ai ferri corti”

Redazione

Cronaca - Castelbuono

Questione rifiuti, maggioranza e opposizione “ai ferri corti”
Botta e risposta fra il gruppo di maggioranza e quello di opposizione

Questione rifiuti, maggioranza e opposizione “ai ferri corti”

16 Febbraio 2021 - 13:31

Non è tardata ad arrivare la replica delle consigliere comunali Laura Calì e Gian Clelia Cucco del gruppo “Castelbuono in Comuneal comunicato del grucco “Democratici per Castelbuono” sulla questione rifiuti. Per le due consigliere, il comunicato “è teso a mettere in discussione la coesione del nostro gruppo politico cercando di generare confusione nei cittadini/elettori sulle nostre posizioni in merito all’attuale Servizio di Raccolta dei Rifiuti nel tentativo maldestro di spostare il dibattito su differenze di vedute su aspetti marginali e non sostanziali alla risoluzione della questione, anziché discutere di ciò che l’Amministrazione avrebbe dovuto fare e non ha fatto o che ha fatto male in questi tre anni e mezzo, disattendendo le legittime aspettative della Comunità, di usufruire di un servizio efficiente e meno caro e quelle dei Lavoratori delle Cooperative di ottenere la stabilizzazione”.

Il 29 gennaio scorso, si è svolto il Consiglio Comunale in cui si è parlato dell “Questione Rifiuti”. “In quella seduta consiliare – si legge nella lunghissima nota del gruppo Castelbuono in comune” – il nostro gruppo ha evidenziato le problematiche inerenti all’attuale Sistema di Raccolta differenziata dei Rifiuti che presenta diverse criticità relativamente all’efficienza, l’efficacia e l’economicità. Abbiamo sottolineato i disservizi nelle aree extraurbane, o il fatto spiacevole e diseducativo per i cittadini che fanno la differenziata ma poi gli operatori ecologici caricano i rifiuti differenziati sui mezzi, mischiandoli. Abbiamo rimarcato la criticità del servizio di raccolta dei rifiuti con gli asinelli, che avremmo voluto ottimizzare riducendo il numero degli asinelli, riducendo i costi, modificando i percorsi, gli orari e le zone limitandone la raccolta con gli asinelli al centro storico evitando le zone alte del paese dove c’è il doppio impiego di tempo e di risorse”.

Si è parlato anche di decoro urbano “e ci come la percentuale di raccolta differenziata sia rimasta inchiodata al 60% mentre l’obiettivo dell’attuale amministrazione in campagna elettorale era quota 80%. Abbiamo fatto tante domande, con un intento propositivo e collaborativo, sulla volontà dell’Amministrazione di acquistare l’impianto di compostaggio di contrada Cassanisa, di proprietà della società di Ecologia e Ambiente in fase di liquidazione. Abbiamo chiesto cosa ne pensavano i Sindaci soci di Ama Spa in merito alla volontà di passare la nostra gestione del servizio a loro, se c’era un Piano finanziario sulla base delle nostre specifiche esigenze, se esso prevedeva una riduzione dei costi rispetto a quelli attuali sostenuti della Castelbuono Ambiente Srl e che fine avrebbe fatto quest’ultima. Oltre al destino dei lavoratori delle Cooperative sociali”.

Al termine del consiglio comunale “quando il nostro gruppo voleva presentare un documento da condividere con tutti i consiglieri e che impegnasse l’Amministrazione comunale su un’assunzione di responsabilità nella risoluzione delle complesse problematiche inerenti la gestione del servizio dei rifiuti, si è deciso insieme, di rinviare il punto al prossimo Consiglio e di aggiornarci per un incontro solo dopo che l’Assemblea dei soci di Ama Spa avesse deliberato sulla richiesta di adesione da parte del Comune di Castelbuono. In quella sede l’Amministrazione avrebbe dovuto portare un’ipotesi di Servizio di raccolta con il relativo Piano finanziario e la Proposta sul futuro dei Lavoratori. Il nostro Gruppo, avrebbe vagliato senza pregiudizio alcuno, la proposta concreta dell’Amministrazione e dato il suo contributo fattivo per contemperare l’esigenza occupazionale dei lavoratori e il miglioramento del servizio. Altro che “doppia faccia” della minoranza”.

Non si capisce, dicono le due consigliere, “a quale incontro avremmo dovuto presenziare. E per discutere chiarire e studiare insieme quale Piano di lavoro, se le premesse erano state disattese visto che l’Assemblea dei soci di Ama non aveva deliberato sulla richiesta di adesione dell’Amministrazione, ma aveva votato il rinvio ad unanimità con una sola astensione (del Comune di Gangi) rimandando la decisione? Ecco perché non ci siamo presentati. Su quale proposta dell’Ama o ipotesi di lavoro avremmo dovuto dialogare senza nessun Piano? Un’ipotesi progettuale di Gestione dei rifiuti senza basi solide, che rischia di fallire mancando le condizioni e i presupposti necessari”.

Poi la conclusione: “Non potete addossarci la colpa della mancata stabilizzazione dei lavoratori in quanto abbiamo istituito la società in house Castelbuono Ambiente Srl (dove il Comune di Castelbuono rappresenta il socio unico), soltanto pochi mesi prima dello scadere del mandato amministrativo. Mentre dovevate essere voi in questi 3 anni e mezzo a procedere alla stabilizzazione dei lavoratori delle cooperative attraverso la suddetta società che è l’unico organismo, a parere nostro, che ha tutti i requisiti giuridici per poterlo fare. Ma questo non si è realizzato perché riteniamo sia mancata la volontà politica dell’attuale Amministrazione. La consigliera Calì non si è dissociata in pubblico Consiglio comunale per la stabilizzazione, ma ha espresso il suo parere favorevole, scevra da condizionamenti, qualora si fosse realizzato il piano prospettato dal Sindaco con il miglioramento del servizio, la riduzione dei costi, la stabilizzazione del personale e il Sindaco ci avesse convinto, con carte alla mano, della bontà e dell’opportunità del passaggio all’Ama Spa. La consigliera Calì, come tutti i consiglieri, ha il diritto e il dovere di ascoltare, ragionare ed esternare liberamente i dubbi e i pensieri, senza per questo limitarsi per paura di ingenerare in chi ascolta inutili dietrologie politiche. Nel nostro gruppo non ci sono lacci o bavagli ma solo libertà di pensiero. Nessun terremoto o tensione dentro il gruppo di minoranza”.

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