Palermo

Riparto dei fondi Feasr: “Dal Ministero altro scippo ad agricoltori del Sud”

“Incombe sulla testa degli agricoltori Siciliani una decisione che, se sciaguratamente dovesse essere confermata in sede di Conferenza Stato Regioni, determinerebbe per loro una perdita di oltre 120 milioni di euro di risorse finanziarie del Psr”. Inizia così la nota congiunta che il presidente della Commissione Europea Pippo Compagnone (Mna) ed il presidente della Commissione Agricoltura Orazio Ragusa (Lega Sicilia) hanno inviato a tutti i deputati dell’Assemblea Regionale Siciliana.

“Da una lettera inviata dal Capo di Gabinetto del Ministero delle Politiche Agricole alla Segreteria della Conferenza Stato – Regioni lo scorso 23 marzo, si apprende la volontà del Ministro di rinegoziare i criteri di ripartizione dei fondi Feasr (anni 2021 – 2022) con gravissimo nocumento per tutte le Regioni del sud Italia ed in particolare per la Sicilia”, precisano i due presidenti.

“La proposta messa sul tavolo dal Ministero delle Politiche Agricole è un subdolo tentativo di dirottamento di fondi dal sud al nord del Paese. Si propone infatti alla Conferenza Stato Regioni – spiegano Compagnone e Ragusa – di accettare un criterio “oggettivo”, richiamando con questo ingannevole termine i criteri di riparto utilizzati per assegnare i contributi de minimis. É chiaro a tutti che la logica di distribuzione dei fondi de minimis è utilizzata, in agricoltura, per soddisfare esigenze emergenziali. É dunque ispirata da ragioni collegate al rimborso dei danni subiti, per i quali si tiene conto del peso della Produzione Lorda Variabile (PLV). Una modalità di calcolo che privilegia le Regioni del nord, dove si concentrano le principali produzioni agricole nazionali. Le ragioni che ispirano invece la distribuzione dei fondi Feasr sono chiaramente indicate dalla normativa europea e sono esclusivamente indirizzate a colmare il divario tra le aree più ricche ed evolute e le aree più povere e marginali, come recentemente ribadito dal Commissario Europeo all’Agricoltura Janusz Wojciechowki. Sovvertire questa logica significherebbe pugnalare alle spalle i nostri agricoltori, negando loro quei fondi che già spettano loro per gli accordi presi nel momento in cui ha preso il via la scorsa programmazione europea”.

“Con questa proposta – precisano i due presidenti – si arriva all’assurdo giuridico di voler modificare modalità e schemi di riparto già in corso (ed approvati da tutti gli organi competenti) per ragioni incomprensibili, se escludiamo il sadismo di chi vuole a tutti i costi giocare con il presente ed il futuro degli agricoltori del sud. E, per fare questo si tenta di mettere in opera un meccanismo di “abusivismo normativo” che andrebbe a modificare regolamenti comunitari la cui adozione ed eventuale modifica è di esclusiva competenza dell’organismo europeo”. Quindi l’appello finale: “Nessuno di noi può consentirlo, nessuno di noi può far finta di niente. Tutti insieme, con una voce sola, dobbiamo rispedire al mittente questa irricevibile proposta”.

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