Cronaca

Azzerati anche i posti letto in ginecologia. Cronistoria dei diritti negati

Altro che rilancio, il “sacrificio” dei madoniti che, per quasi 9 mesi hanno di fatto rinunciato all’Ospedale di Petralia Sottana, trasformato in Covid Hospital, è stato ripagando con la cancellazione dei posti letto i Ginecologia. L’ennesimo furto è scritto, nero su bianco, sulla delibera dell’ASP n. 682 del 09/06/2021 che definisce la nuova dotazione organica, che sommata alla Delibera n. 81 del 21/01/2020 che definisce il nuovo Atto Aziendale, vanno a sancire in pratica la fine del nosocomio madonita. I numeri dicono più delle parole, ed allora basta ricordare che nel 2012 l’ospedale poteva vantare la presenza di più di 50 medici che garantivano l’assistenza, oggi ne sono rimasti meno di 20.

Ma andiamo con ordine, il progressivo smantellamento dell’Ospedale Madonna dell’Alto inizia con la chiusura e poi con la definitiva soppressione dell’Unità Operativa di Ortopedia, costringendo in questi anni, tutti gli anziani pazienti a essere trasferiti presso altri nosocomi, per interventi di fratture. Nel 2015 è la volta del Punto nascite, soppresso a causa del mancato raggiungimento dei famosi 500 parti. Ma gli anni ci hanno confermato che lo stesso metodo di misurazione, non è stato applicato per altri presidi, facendo palesemente evidenziare, che le scelte effettuate dal Governo Regionale, siano state fatte, non sulla base di dati oggettivi, ma sulla base di capacità politiche di rappresentare il proprio territorio. Arriviamo al 2019, viene pubblicato il nuovo Atto Aziendale, documento che prima di essere pubblicato dall’ASP, viene condiviso con la Conferenza dei Sindaci, di cui fanno parte tutti i Sindaci della provincia di Palermo. Quest’ultimi votano all’unanimità l’ok al documento presentato dall’ Asp, ma anche questa volta viene sottratto un altro pezzo al presidio di Petralia. Scompare l’Unità Operativa di Laboratorio di Analisi, trasformato in un punto prelievi. Tradotto in maniera comprensivo, presso il laboratorio di Petralia, non ci sarà più personale Medico, Biologi e Tecnici di Laboratorio, ma ci saranno due infermieri che potranno assolvere ai prelievi degli utenti esterni ed i campioni inviati presso altre strutture. Mentre per quanto riguarda gli esami di Pronto soccorso e altre Unità Operative, gli esami verranno effettuati con i POCT, macchinette utilizzate per esami rapidi (come quelli della glicemia), gestiti da personale non tecnico e di conseguenza l’attendibilità sarà molto approssimativa. Nel settembre 2020, con l’avvento della pandemia, l’ospedale viene riconvertito in parte Covid, prevedendo 50 posti letto di Medicina Covid e quattro di terapia intensiva. Il progetto prevede di lasciare i reparti esistenti e far nascere un ospedale misto. Anche in questo caso, i nostri Sindaci, rilasciano il benestare all’Assessorato, con la promessa che l’esistente non verrà intaccato e addirittura ci sarà un rilancio dell’Ospedale. Di fatto, quello che si è verificato, è stato un vero “bluff”, perché di fatto l’esistente è stato annientato e ridotto a lumicino, riducendo o come nel caso della chirurgia, azzerando le attività, chiudendo ambulatori, riducendo servizi e creando tanto fumo ma zero risultati. Infatti i 50 posti Covid non sono mai stati attivati, per mancanza di personale, i quattro posti di terapia intensiva, non hanno mai visto la luce, sempre per mancanza di personale, le nuove tecnologie non sono mai arrivate e il personale medico altrettanto. Di fatto più che Rilancio, è stato il colpo di grazia per “affossare l’Ospedale” definitivamente. Ancora oggi infatti il Presidio di Petralia (che da più di 20 giorni non ospita pazienti covid) non riesce a tornare alla normalità.

A Petralia ormai sono rimasti meno di 20 medici, con altri due prossimi alla pensione fra un mese e senza anestesisti, senza chirurghi, senza internisti, non si può garantire nessun servizio. Ma come detto all’inizio con la pubblicazione della Delibera 682 del 09/06/2021, viene pubblicata la nuova dotazione organica dell’Ospedale, che sottrae un altro pezzo alla struttura, azzerando i posti letto di Ginecologia e con il pensionamento del Dr. La Tona Damiano, scompare il servizio di Pediatria.

“Queste parole e questi numeri – scrive un nostro lettore – dovrebbero fare riflettere tutti noi cittadini, ma principalmente le nostre istituzioni, che dovrebbero finirla di parlare e fare promesse elettorali, ma passare ai fatti facendosi valere per il ruolo che ricoprono, perché come è dimostrato negli atti, altri territori con nostre stesse caratteristiche, come recita il D.M. 70, non hanno ricevuto lo stesso trattamento. Noi tutti cittadini dovremmo ritenerci indignati, perché l’offerta sanitaria pubblica che ci viene riconosciuta, non è in linea con i LEA nazionali ed essere consapevoli che semmai dovessimo recarci presso il pronto soccorso, e non trovare, il cardiologo, il chirurgo, il ginecologo, l’ortopedico, non sarà colpa di quel medico di guardia al pronto soccorso, ma di chi in questi anni ha voluto ed ha condiviso queste scelte politiche.

 

La nota della Cisl Fp

La scrivente O.S. Cisl Fp, purtroppo registra la mancata ripartenza dell’offerta sanitaria, che doveva essere garantita presso il P.O. “Madonna dell’Alto” di Petralia Sottana, così come promesso dai Sindaci e dal
Commissario all’emergenza Covid della provincia di Palermo, quando hanno ritenuto utile individuare “l’opportunità” a trasformare il Presidio di Petralia, in Covid Hospital. Ad oggi non sembra ci sia stato un
rilancio dell’Ospedale,così come promesso, in quanto non risulta pervenuta nessuna TAC di nuova generazione, non è mai stata attivata una Terapia Intensiva, non è mai stata creata una nuova area grigia, che
potesse dare sicurezza in un Ospedale misto, non è arrivato quel personale Medico specializzato. Ma come già verificatosi, dopo la Ginecologia è stata azzerata anche la Chirurgia, sospendendo di fatto tutte le attività in elezione ed utilizzando i Chirurghi per coprire le guardie al pronto soccorso, inoltre sono state ridotte tutte le attività ambulatoriali e in alcuni casi, addirittura sospese.

Sin dall’inizio, avevamo manifestato le nostre forti perplessità, quando il presidio di Petralia, è stato individuato come Covid Hospital, avevamo ritenuto inopportuno perché non idoneo l’ospedale “Madonna
dell’Alto”, considerate le difficoltà di lontananza geografiche e le difficoltà sorte negli anni (certamente più semplici delle condizioni emergenziali come quelle che si sono verificate) a potere reclutare personale
medico specializzato, ma vista l’emergenza e la determinazione delle Istituzioni, sin dal giorno dopo, condividendolo con tutti i lavoratori, abbiamo ritenuto opportuno collaborare affinché tutto funzionasse alla
perfezione. A distanza di quasi sei mesi riteniamo una priorità non più rinviabile, la riapertura delle attività chirurgiche in elezione, la riattivazione degli ambulatori e il potenziamento delle attività di vaccinazione,
così come già avviene per altri distretti sanitari, vista la percentuale di popolazione anziana residente presso questo distretto.

Tutto ciò siamo consapevoli, risulta realizzabile con il reperimento di personale medico specializzato (Internisti, cardiologi, anestesisti, chirurghi), perché gli ormai pochi medici rimasti presso il P.O., non sono
più in grado di garantire l’attuale ordinario. Per quanto sopra esposto chiediamo che venga predisposto un cronoprogramma al fine di consentire la ripartenza del P.O. Madonna dell’Alto di Petralia a tutela della salute di tutti i cittadini del comprensorio madonita. Cordiali saluti Michele Pepe, responsabile aziendale Cisl Fp e Gaetano Mazzola, segretario aziendale Cisl Fp

 

L’intervento all’Ars della deputata regionale Roberta Schillaci (M5S)

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